I greci e la vaselina

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20150712krumiradi Krumira

Se fossi un greco o, meglio, una greca sarei mediamente incazzata e mi sentirei parecchio presa per i fondelli. Che non ci fossero alternative all’adesione da parte del governo Tsipras alle richieste della Troika (Banca Centrale Europea, UE e Fondo Monetario Internazionale) era evidente a qualunque analista economico fin dall’elezione, a gennaio, dell’unico autentico governo di Sinistra europeo. Almeno, così pensavamo fino a ieri.

La Sinistra dell’Europa intera (e non solo la Sinistra, questo avrebbe dovuto far riflettere) ha visto in quel “OXI OXI, NO, NO” alle riforme imposte dalla Troika al povero popolo greco qualcosa tipo: “Basta austerità, vogliamo riforme per far crescere il Paese, siamo pronti allo Grexit, che non sarà peggio che restare in Europa a queste condizioni di strozzinaggio.” Settimane di questa minestra su tutti i media e alla fine Tsipras sai che fa dopo aver speso 40 milioni di euro per la gloria e la democrazia? Presenta una manovra da 13 miliardi che prevede:

1) Un’aliquota IVA standard del 23%, che comprenderà anche la ristorazione e il catering (oggi tassati al 13%).
2) Un’aliquota IVA ridotta al 13% per i beni e servizi essenziali (alimenti, elettricità, acqua),
3) Un’aliquota IVA super ridotta al 6% per medicine, libri, e attività culturali.
4) Verranno aboliti gradualmente, a partire da ottobre ed entro il 2016, i vantaggi fiscali e in particolare la riduzione del 30% dell’Iva, tradizionalmente concessi alle isole.
5) Le tasse sulle imprese verranno aumentate dall’attuale 26 al 28% del fatturato, con la diminuzione, su richiesta dei creditori, di un punto percentuale rispetto al 29% che Atene voleva inizialmente.
6) Saranno introdotte anche nuove tasse sui beni di lusso e sulla pubblicità televisiva.
7) Riforma delle pensioni: l’età pensionabile sarà fissata a 67 anni a partire dal 2022, ma chi avrà 40 anni di contributi potrà andare in pensione a partire da 62 anni. Vi saranno, come chiedevano i creditori, forti disincentivi per i prepensionamenti.
8) Una proposta nuova rispetto al passato, di cui si era cominciato a discutere solo nelle ultime ore prima dell’interruzione dei negoziati a fine giugno, è quella dei tagli al bilancio della Difesa. Atene offre 100 milioni di euro di riduzione quest’anno e 200 l’anno prossimo.
9) Una serie di misure contro l’evasione e l’elusione fiscale, la razionalizzazione del sistema di raccolta delle imposte e la modernizzazione del settore pubblico con la riforma della Pubblica Amministrazione.
10) Sul fronte delle privatizzazioni è prevista la vendita delle quote ancora in mano pubblica dell’azienda di telecomunicazioni Ote, e sono confermati i piani di privatizzazione dei porti del Pireo e di Salonicco entro ottobre 2015.

Il parlamento greco ha approvato la manovra, l’Europa l’ha resa ancora più pesante e i greci che possono andranno al mare (metà del parlamento greco non si è degnato neppure di recarsi in aula per un voto così importante, il che la dice lunga su tutta la faccenda), gli altri faranno la fila per una visita medica davanti agli ospedali per indigenti. Centinaia di profughi afgani e siriani resteranno chiusi nei centri di detenzione, molti altri continueranno a chiedere l’elemosina nelle strade braccati dalla polizia. E noi che possiamo dire? Che una vaselina da 40 milioni di euro è un po’ cara, forse si potevano spendere meglio. Democrazia kalispera.

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