I mostri siete voi

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20150723shevek

di Shevek

faccinaGASshevekSul mio pianeta, Anarres, c’è un proverbio: “Indossa per una settimana le mutande di un uomo e solo allora lo potrai giudicare”. Sarebbe bello se i forcaioli dei social media se lo ricordassero, almeno ogni tanto. Invece no: sempre pronti a tranciar giudizi dalle vette della loro arroganza. Il caso più recente è quello della bambina morta di ipertermia in un’automobile in un campeggio.

I giornali ne parlano. Gli articoli vengono condivisi su Facebook. Partono i commenti. Ed è tutto un pullulare di condanne per la madre degenere, quella sciagurata capace di dimenticare l’angioletto nell’auto. “Ma come si fa? Stronza!”. E poi: “Cos’ha nel cervello? Deficiente!”. E ancora: “Bisognerebbe sbatterla in galera e buttare via la chiave!”. E perfino: “Nel forno!”. Nel forno: cioè la pena di morte più atroce. Magari preceduta dalla tortura: squartiamola in pubblico, quel mostro di donna. E non t’azzardare a chiedere un po’ di moderazione. Figuriamoci: “Ecco, vuoi difenderla!”, ti rispondono stizzite le mamme. Anzi le Mamme, perché alcune ci tengono a fregiarsi della Maiuscola, come se le sole mamme degne fossero loro in tutto l’universo. Le sole vere detentrici della Verità e della Certezza e della Giustizia. Infallibili sempre e comunque.

Allora sia chiaro: qua non si tratta di difendere nessuno. Lasciar morire una bambina in un’auto sotto il sole è un errore mostruoso e senza giustificazione. Però è un errore possibile: questo si può dire. Nel mondo ogni anno in media 70 bambini muoiono di ipertermia nelle auto. E centinaia di altri non finiscono sul giornale solo perché vengono salvati all’ultimo momento. Noi oggi ci scandalizziamo perché è successo qui. Ma il fenomeno è più frequente di quanto si pensi. Se così non fosse, i governi non farebbero campagne di prevenzione per sensibilizzare i genitori.

Centinaia di bambini lasciati soli in un’auto sotto il sole sono tanti. Tutti figli di mostri degeneri? Almeno dovrebbe sorgere un dubbio: se pure non è mai giustificabile, l’errore è possibile per chiunque, anche per la persona più amorevole e attenta e scrupolosa.

Un’ipotesi facile facile? Basta un malinteso fra adulti: la madre pensa che la bambina sia con i figli dei vicini, i vicini credono che sia con la madre, intanto la bambina si corica sul sedile posteriore dell’auto, dove non è visibile dall’esterno, poi si addormenta e non riprende più conoscenza… e oplà, prima che qualcuno si preoccupi sono trascorse tre ore e la bambina è morta. È andata così, stavolta? Non lo sappiamo. La verità la stabilirà l’indagine della magistratura.

Una cosa però la sappiamo già con certezza: la vita di quella madre sarà un inferno per sempre. Per sempre, senza scampo e senza pietà. Altro che la prigione o la tortura.

Macché: chiedere un briciolo di umana pietà ai moralisti dei social media è sempre chiedere troppo. “La forca! La forca!”. Beh, i mostri siete voi.

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