La cultura (d)e i rimpianti

Pubblicità

Di

20150627artemisia

di Artemisia

Ci risiamo. Noi noiosi intellettuali ciclicamente, come la malaria, sospiriamo sconfitti quando sentiamo un’altra di quelle notizie che ci fanno piangere e che a volte ci sembrano importare solo a noi.

In Ticino la situazione è un po’ così, con le lagnatio infinite sul LAC, le accuse di inutilità, i musei d’arte che attirano si e no e un ambiente accademico i cui contributi in ambito umanistico al dibattito e al fermento internazionale raramente danno qualcosa. Già ci riprendiamo di più sull’artistico, anche se siamo un mix di retroavanguardia e tentativi molto lanciati di novità che non appassionano molto. Da bravi orologiai, siamo ottimi organizzatori di Festival, questo non va negato.

Il pianto di oggi vola lontano: verso la bella Napoli con il suo sole, i suoi colori, il suo mare, la sua confusione e la sua storia imponente e complessa. Tra quei vicoli chiacchierati c’è una delle sedi umanistiche italiane ed europee più importanti, attualmente a rischio di chiusura. Si tratta dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, che vanta una biblioteca immensa e dai tomi rarissimi, contributi illustrissimi e un termine di meno di due mesi prima di uno sfratto esecutivo e la vendita all’asta delle opere per pagare il profondo indebitamento accumulato grazie a disguidi statali, disinteresse pubblico, tagli alla cultura definiti “superflui” in questo periodo perché “con la cultura non si mangia”.

Un articolo di “Internazionale” parla di nomi e fatti con tutto lo spazio che merita un approfondimento su questa istituzione unica, visionaria e profondamente toccante per l’animo umano.

Io qui mi limito a dire che mi dispiace. Se davvero questo istituto finisse in pasto ai debitori, tutta l’umanità avrebbe perso un archivio molto importante, dopo aver gettato alle ortiche la possibilità di custodirlo e conservarlo a beneficio di tutti. È come se si sciogliesse un pezzo di Polo, sommergendoci un po’ di più.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!