Meglio soli che male accompagnati

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20150730cagnotti

di Marco Cagnotti

faccinaGAScagnotti“Cioè: il partito socialista è in mano a una banda di intellettuali piccolo borghesi, che si percepiscono come élite politica della nazione. A costoro il popolo fa un pochino senso. Tale illuminata schiera ha perso ogni contatto con la realtà e, da tempo immemore, non fa altro se non salire in cattedra a fare prediche al popolino reo di essere disperatamente ignaro di ciò che gli farebbe bene. Nella prassi poi questo tank di intelligenze superiori si comporta come un partito borghese. Punto. Perché è un partito fatto di borghesi che stanno tutti molto bene, grazie mille. I proletari da tempo votano qualcos’altro. (…) Per conto mio ribadisco: questa dirigenza socialista è costituita da piccolo borghesi che giocano a fare i rivoluzionari, da sindacalisti che appena possono si mettono d’accordo con i padroni perché raccattano soldi con i contratti collettivi, da intellettualini di provincia tutti svenimenti e mossette.”
– Sergio Savoia

L’autore del testo qui sopra, pubblicato sul suo blog, s’è un po’ incazzato perché il Partito Socialista lo ha rifiutato come candidato unico dell’area progressista rossoverde. Proprio lui, secondo il quale – anima delicata, lui! – il PS è “il partito dell’odio”. Poi dice “la faccia come…”: e vorrei vedere! Rifiutando il ricatto savoiardo, il PS ha dimostrato buon senso e dignità. E anche democrazia interna, poiché la decisione di rinunciare alla congiunzione non è stata indolore ma oggetto di un dibattito vivace. Nulla di paragonabile a quanto accade fra i Verdi, dove il Caudillo fa, disfa, decide senza – pare – consultare chicchessia. Contenti loro…

La congiunzione sarebbe stata funzionale al raddoppio della presenza socialista ticinese in Consiglio nazionale: un argomento ragionevole, si direbbe. Ma fondato su tre assunti fallaci. Vediamoli uno per uno.

  1. Esiste il partito dei Verdi.
    Falso. Esiste un partito cosiddetto dei Verdi, ma in realtà è il partito di Sergio Savoia. Lì dentro – si mormora – ci sarebbero malesseri, mugugni e perfino una fronda interna. I dissidenti però non hanno (ancora) prodotto una leadership alternativa al Caudillo, sicché niente: non esiste un altro interlocutore, i Verdi sono prigionieri del ferreo pugno di Savoia. Non siete convinti? Citofonare Gysin.
  2. Sergio Savoia è di Sinistra.
    Falso pure questo. Savoia non è né di Destra né di Sinistra: lo dice lui stesso. Lui è Oltre, ormai. Ma la verità è ancora diversa: Savoia è di Savoia e basta. Importa una sega se è di Destra o di Sinistra, purché a Savoia faccia comodo. Di recente, come abbiamo visto, gli ha fatto comodo essere soprattutto di Destra, fin dai tempi gloriosi del voto del 9 febbraio. Per non dire dell’Armata Brancaleone dei suoi candidati al Nazionale: gente come l’ex pipidino ex raddoppista Franco Denti o la ex leghista Elisabetta Gianella. La GISO ha fatto un ottimo lavoro andando a vedere il profilo ideologico di tanti fra costoro, scoprendo l’insospettabile per chi non si informa bene: idee neoliberiste, filocapitaliste, securitarie, identitarie, tradizionaliste, xenofobe, intolleranti*. Roba da vomito.
  3. La congiunzione con Sergio Savoia avrebbe portato un altro Socialista al Nazionale.
    Pia illusione. Non perché i candidati socialisti non siano bravi e competenti almeno quanto Savoia, ma per un motivo semplicissimo: Savoia è candidato anche agli Stati. Con ciò godendo di una enorme visibilità, maggiore di quella dei suoi concorrenti socialisti. Lui corre per gli Stati ma puntando al Nazionale. Perciò alla fine avremmo avuto Marina Carobbio Guscetti affiancata da… Sergio Savoia! Una vera goduria. Facile poi immaginare l’imbarazzo per i Socialisti quando il Leghista verdolino avesse cominciato a limonare duro con Blocher o a sparare idee destrorse sul 9 febbraio, sugli stranieri, sui contingenti. Oltretutto costretti a star zitti in quanto complici: se Savoia fosse finito lì, sarebbe stata anche colpa dei Socialisti.

Secondo alcuni, la congiunzione si sarebbe dovuta fare comunque. O almeno provarci ancora una volta, beninteso senza rinunciare alla candidatura di Malacrida. “Per gettare ponti”, hanno detto. “Per costruire su quanto ci unisce e non su quanto ci divide”, hanno aggiunto altri. In fin dei conti, ci sono molte differenze anche con il Partito Comunista, giusto? Beh, no. Non è così semplice. I Socialisti considerano un po’ troppo estreme le idee dei Comunisti, i Comunisti un po’ troppo moderate le idee dei Socialisti. Ma i fondamentali non si toccano: quelli sono una base comune. Savoia invece no. Savoia è proprio “altro”: altra ideologia, altri valori, altri princìpi.

Le congiunzioni si fanno per un calcolo elettorale, per fregare la matematica. Con una congiunzione si può fare in modo che 1+1 dia un risultato maggiore di 2. Ma attenzione: le elezioni non sono una scienza esatta. E la matematica può fregare te, al contrario: 1+1 può fare anche meno di 2. Fuor di metafora: quanti smetterebbero di votare socialista qualora il PS si alleasse con quella banda di Leghistoidi pennellati di verde? Vale la pena correre questo rischio?

Sicché ben venga la decisione del Comitato cantonale: in queste condizioni, con questi ricatti, la congiunzione non è nemmeno concepibile.

Ora però voltiamo pagina e smettiamola di farci le paranoie su Sergio Savoia: per quel che merita il personaggio, ne abbiamo discusso anche troppo.


* Così, a titolo di esempio, tanto per gradire…

“Riflettendo su queste notizie pensavo a quanto, ancora una volta, il popolo svizzero sia stato lungimirante nel vietare l’edificazione dei minareti. Allora venivamo presi in giro quando dicevamo che quelli erano simboli di conquista e che non bisognava calare le braghe definitivamente, sacrificando la nostra identità e le nostre tradizioni in nome del politicamente corretto e della multiculturalità ad ogni costo. (…) È ora di dire basta al buonismo e alla tolleranza che portano a concessioni folli in nome del garantismo religioso. Dobbiamo non solo difendere ma rilanciare i nostri valori e la nostra identità. Dobbiamo essere orgogliosi di quel che siamo come lo sono loro. Io sono fiera di essere svizzera e occidentale, con tutto quello che rappresenta.”
– Elisabetta Gianella

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