PagellExpo (3. Puntata)

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Di

20150617caccia

di Gherardo Caccia

I Paesi che si presentano a Expo, oltre a sviluppare il tema di fondo dell’alimentazione, fanno del proprio padiglione uno specchio del modo in cui vogliono presentarsi al resto del mondo. Per questo in alcuni padiglioni giganteggiano capi di Stato o frasi a effetto che già ti fanno capire con chi hai a che fare. In alcuni casi già solo l’architettura del padiglione trasmette un certo messaggio “diplomatico”. Insomma un giro a Expo è un giro alla scoperta del mondo, ti fa capire come i Paesi si vogliono far percepire dagli altri e a volte come si percepiscono loro stessi. Chissà cosa ne penserebbe uno studioso come Marc Augé, autore del libro “Un etnologo nel metrò”, passando tra i vari padiglioni. Magari ne uscirebbero nuove idee per “Un etnologo a Expo”. E adesso… pagellone!

Russia – Archiettura fra le migliori viste finora.Tutti a parlare delle risorse limitate e la prima cosa che leggi entrando nel padiglione russo è un ode all’illimitatezza della disponibilità di grano in Russia. Dalla serie: morite pure di fame, noi il pane ce l’abbiamo. C’è ancora un elogio alla propaganda sovietica con cartelloni pubblicitari dell’epoca sul lavoro agricolo. Una copia spietata della politica estera russa e del suo leader: egocentrico e arrogante quanto basta, però se lo possono permettere.
Voto: 5

Santa Sede – A Expo c’è anche il Vaticano. “Non di solo pane” il titolo quasi scontato del padiglione. Una sorta di esaltazione dell’eucarestia nell’epoca del multimediale. Impagabile l’esposizione dell’Ultima cena del Tintoretto. Da ateo mi permetto comunque di entrare e di uscirne contento di aver speso del tempo per visitarlo.
Voto: 5

Olanda – Come fare a costruire un padiglione originale in mezzo a centinaia di altri? Semplice: basta non costruire un padiglione. Visitare l’area olandese è come farsi un giro alla Fiera di San Provino. Camioncini d’epoca trasformati in fast food con prodotti tipici, aree relax sotto strutture che ricordano le giostre, per terra ghiaia e qualche zona verde. Ci sono delle semplici tendine a raccontare l’allevamento di polli e bestiame, nel rispetto dell’ambiente e dell’animale. Geniale.
Voto: 6.

Spagna – Architettura accattivante, molti colori e vivacità. Alcuni effetti speciali fanno divertire i visitatori. Rimane comunque una semplice carrellata di prodotti spagnoli, però almeno provano a renderla divertente.
Voto: 4,5

Giappone – Tra i più visitati e accattivanti padiglioni dell’Expo. Purtroppo talmente visitato che io non sono riuscito a vederlo. 40 minuti di attesa e 50 di visita. Uno spreco se si viene un solo giorno, però per gli appassionati della cultura orientale credo valga la pena.
Senza voto

Marocco – Affascinante e incantevole. L’emozione è quella di penetrare all’interno del Paese nordafricano. I colori e gli odori ti avvolgono. Un bel viaggio didattico alla scoperta di un Paese vastissimo e con molte risorse, fuori dai cliché. Bella scoperta.
Voto: 5,5

Indonesia – L’architettura è un misto di tradizione e avanguardia, ma già il fatto che ad accoglierti ci sia una riproduzione di un rinoceronte nero non fa ben sperare… e infatti è così: oggetti e prodotti sparsi qua e là senza nessun criterio. Uno spazio vuoto riempito di vuoti.
Voto: 2

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