PagellExpo (4. Puntata)

Pubblicità

Di

20150617caccia

di Gherardo Caccia

Possiamo rosicare quanto vogliamo, ma Milano ce l’ha fatta. I casi di corruzione, i ritardi nei cantieri,i lavori sospesi e poi ripresi. Si pensava a un fallitalimento, all’ennesima spanciata di una nazione e di una città che avevano fatto del vivere al di sopra delle proprie possibilità il loro lifestyle: con Expo sembrava proprio il passo più lungo della gamba.

Il 1. maggio però tutto si apre, i padiglioni ci sono, le strade pure, i collegamenti anche (tranne la Stabio-Arcisate, che ci rimane un po’ qua). È l’ennesimo miracolo all’italiana, come lo sono state le Olimpiadi di Torino del 2006. Certo non oso pensare a cosa sarà Rho dal 1. novembre, ma questa Milano ha mantenuto la parola, specialmente con i Paesi come la Svizzera che per primi hanno aderito a Expo. Così il 1. maggio hanno aperto. E non hanno aperto la fiera del porcino di Seregnano, ma un’esposizione universale.

I servizi – Ben posizionati e visibili grazie ad una segnaletica semplice e comprensibile ai più. In quantità giusta, raggiungibili in pochi minuti in qualunque parte ti trovi. Queste enormi case di legno contengono bar, bistrot, toilette, librerie e altro ancora. Tutto pulito, semplice e funzionale. Sicuramente andranno smantellati e i materiali riutilizzati. Sostenibili e pratici.
Voto: 6.

Piazza Italia – Un enorme spazio che incrocia le due vie di Expo: il Cardo e il Decumano. Non coperto, la gente ci passa e basta, se si ferma rischia l’insolazione o l’insozzamento. È un area talmente vasta che non puoi utilizzarla neanche come luogo di ritrovo: rischi di perderti uguale. Se doveva essere il fulcro dell’esposizione, l’idea è fallita.
Voto: 3

Il Cardo – La via “corta” di Expo, anch’essa coperta da vele, ospita i padiglioni regionali italiani. Una buona occasione se non si vogliono fare code chilometriche al Padiglione Italia e gustarsi comunque le peculiarità del Bel Paese.
Voto: 5

Iran – Il padiglione è semi aperto, molto all’avanguardia. Una passeggiata a salire ti fa scoprire le piante e le erbe coltivate nel paese. Scritte multimediali proiettate fanno da parte didattica. Nello stesso tempo busti di personaggi come biologi o scienziati millenari ci fanno capire che la biodiversità e la ricerca non sono concetti appena nati, ma la cultura iraniana li già conosce da secoli. Al piano sottostante piccole vasche e baretti creano un ambiente un po’ più glam per potersi fermare a bere qualcosa. Non scontato.
Voto: 5+

Austria – Avete già camminato in una foresta austriaca? Se non lo avete mai fatto, a Milano si può. Un sacco di verde rigoglioso circonda il visitatore. Infatti, grazie alle sue piante, il padiglione austriaco produce ogni ora ossigeno per 1’800 persone. Sostenibilità ed ecologia.
Voto: 6

Qatar – Anche questo padiglione sembra proveniente da Gardaland: cartapesta e resina a riprodurre un palazzo che sembra uscito da mille e una notte… con un enorme cesto di vimini al centro. Ma Cristo, avete le piste da sci al coperto, i palazzi a forma di vela e le isole a forma di palme, e vi presentate così? Anche su questo la prima impressione ha influenzato il voto. Pessimo.
Voto: 2

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!