Softcar, l’auto insetto

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di T-800/101

La chitina è il biopolimero più presente in natura. Cos’è un biopolimero? Un composto polisaccaride simile alle unità che formano la cellulosa nelle piante e che poi compongono quasi nella totalità la nostra carta. Di chitina è composto l’esoscheletro (scheletro esterno) degli insetti: leggero, robustissimo e facilmente riproducibile dall’uomo. E qui entra in gioco Aventor, una ditta svizzera all’avanguardia nella produzione di automobili.

Softcar è un’auto elettrica che cerca di essere ecologica nel suo intero ciclo di vita (produzione, circolazione, smaltimento) grazie all’utilizzo di biopolimeri riciclabili per la carrozzeria. Inoltre ha una costruzione semplificata: rispetto ai 40 mila pezzi presenti in un’auto tradizionale, Softcar è fatta di soli 1’800 pezzi.

La performance di Aventor ci racconta però una triste verità: abbiamo perso 50 anni grazie alle grandi aziende petrolifere che hanno rallentato il progresso in ambito automobilistico per poter continuare a smerciare l’oro nero che sta distruggendo il pianeta.

Perché uno dei maggiori problemi di un’automobile è il peso che deve portarsi dietro. A fronte di due passeggeri in media, per un totale di 150 chili, un’auto deve trascinarsi dietro circa una tonnellata di metallo. E per far muovere tutti quei chili ci vuole un sacco di benzina. Lo sapeva già Henry Ford, che nel 1940 costruì un’auto con la carrozzeria ed altre componenti con il 100% di fibra di canapa: resistente agli urti e compostabile, poteva viaggiare con un motore diesel a olio di canapa, colza, girasole, arachidi. E al museo dell’auto di Parigi è in mostra da almeno 30 anni una Citroën che viaggia con 2 litri di carburante per 100 chilometri. Per non parlare dell’attuale Tesla, elettrica, che riesce a percorre 400 chilometri con una ricarica, o dell’auto a idrogeno estratto con l’energia fotovoltaica. Invece l’attuale industria automobilistica ci propina come successo un’auto che con 5 litri fa 100 chilometri…

Con l’avvento delle nuove tecnologie (idrogeno ed elettrico in testa) chi dava per spacciati i tradizionali propulsori dovrà arrendersi davanti all’evidenza dei fatti sostenuti a suon di record. È il caso della nuova Peugeot 208, che nella sua versione 1.6L BlueHDi 100 S&S ha stabilito il nuovo record dei consumi sulla lunga distanza, con tanto di omologazione UTAC. La vettura ha coperto una distanza pari a 2’152 chilometri con 43 litri di carburante diesel, che corrispondono a un consumo medio di 2,01 litri per 100 chilometri. Tradotto in soldoni, significa che con 3 franchi di carburante si possono percorrere 100 chilometri, un prezzo dove nemmeno l’economico trasporto su rotaia può reggere il confronto.

Speriamo davvero che a questo punto la fumosa era del petrolio sia giunta ormai al capolinea.

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