Stranieri, ma non nell’urna

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Di

woman in voting booth

di Markus Zommerman

faccinaGASzommermannUna volta il tema era molto di moda a Sinistra. È da un po’ però che non ne sento più parlare, anche perché, coi tempi che corrono, è già bello se gli stranieri non vengono portati alla frontiera ed espulsi. Mi riferisco al diritto di voto per gli stranieri. E già solo leggendo le parole “diritto di voto per gli stranieri” sono sicuro che qualche Leghista ha avuto un travaso di bile, se non un infarto.

Non parlo del diritto di voto passivo (il diritto di essere eletti): sarebbe un passo per ora troppo avanti per il nostro Cantone. Non parlo neppure del voto a livello federale. Non parlo neppure di quello a livello cantonale. Ma nei Comuni, dai, almeno quello sì. Mi spiego…

Gli stranieri pagano le tasse come tutti. Molti stranieri pagano tra l’altro più tasse del sottoscritto. Gli stranieri mandano i loro figli a scuola come tutti, pagano e usano i servizi comunali come tutti. Usano l’ecocentro come tutti, pagano la tassa sul sacco come tutti, parcheggiano l’auto all’autosilo come tutti. Perché non possono votare? Stiamo parlando di decisioni comunali: dove piazzare i tombini, se comprare o meno il pullmino per la scuola, se aderire o meno alla polizia strutturata di XX piuttosto che XY, se aggregare il proprio paesello con quello vicino, se votare o meno a favore della tassa sul sacco. Prendiamo per esempio un referendum su un piano regolatore approvato dal Consiglio comunale. Lo svizzero proprietario di una casetta nella zona interessata può dire la sua, lo straniero nella casetta di fianco, magari identica, no. Perché? Dire “Perché l’è mia svizzar” non mi sembra una motivazione abbastanza forte.

Nel Giura, nel Vaud, a Friborgo e a Neuchâtel gli stranieri possono votare a livello comunale e possono essere eletti anche in Municipio (nel Giura non possono però diventare sindaco). A Ginevra gli stranieri possono votare a livello comunale ma non essere eletti. Appenzello esterno (uno dei Cantoni più tradizionalisti e conservatori del Paese) lascia la libertà di decidere ai Comuni. Tre di essi hanno accettato. Lo stesso vale per i Grigioni e per Basilea.

In Ticino il Partito Socialista ci ha provato più volte (con Bertoli nel 2009 e poi con Francesco Cavalli nel 2012), ma le sue iniziative parlamentari sono sempre state bocciate. Non è ora di riprovarci? Dai, è il 2015, proviamo almeno a dare la libertà ai singoli Comuni di decidere se concedere o meno il diritto di voto agli stranieri.

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