Tsipras o Blocher fa lo stesso

Di

20150712batmandi Batman

Sergio Savoia pensa come Tsipras – dice lui – e per questo ha diritto a rappresentare tutta l’area di Sinistra come candidato unico al Consiglio degli Stati. Solo i “malumori”, i “livori” e le “opposizioni di tipo personale” spingono parte della Sinistra a scartare la sua candidatura e a privarsi dei vantaggi che lui e i suoi preferenziali porterebbero a tutta l’area Rossoverde.

L’intervista pubblicata ieri da “Il Caffè” è l’ennesimo tentativo del coordinatore dei Verdi di sfruttare la simpatia che suscita il leader di Syriza per la sua coraggiosa battaglia contro la politica di austerità e di proporsi come “eroe” della lotta contro l’UE. Dimentica, Savoia, che l’MPS e il PC sono da sempre contrari all’UE e che ora anche l’ala sindacale del PS ha assunto posizioni euroscettiche. E le analogie fra lui e Alexis Tsipras sono davvero rare. Il Primo ministro greco non chiede di uscire dall’UE o dall’euro, sta negoziando con i vertici a Bruxelles per trovare una soluzione alla crisi del debito greco. Chi invece non vuole negoziare e parla di “svendita della sovranità nazionale” – espressione cara a Savoia – è il partito ultra nazionalista Alba Dorata. Tsipras ha sottoposto la sua linea al giudizio dei suoi concittadini indicendo un referendum. Savoia, al termine di una disastrosa campagna per le Cantonali, si è rifiutato ostinatamente di discutere dell’operato suo e del direttore di campagna e non si è fatto confermare alla carica di coordinatore da un’assemblea, come sarebbe normale, ma da un comitato in cui si è premunito di piazzare i suoi soldatini. Per le Federali ha nuovamente candidato la sua guardia repubblicana, le stesse persone che hanno portato il partito a perdere il 15% dei voti rispetto a quelli del 2011: oltre a se stesso, Franco Denti, Tamara Merlo ed Elisabetta Lara Gianella (che ha prontamente sostituito Maristella Patuzzi, murata viva come la monaca di Monza per evitarle ogni contatto con la stampa).

Tsipras ha ottenuto il sostegno popolare per la sua linea, Savoia ormai non ha nemmeno più il sostegno della sua, di base. A nessuno è sfuggito che all’ultima assemblea la sala era per due terzi vuota e a poco sono serviti i neoiscritti raccattati con opera di convincimento su Facebook al solo scopo di sostenere il coordinatore e la sua lista. Non è servito a molto neppure sparpagliare lo sparuto numero di sostenitori fra le file di sedie vuote. Non mancavano solo i 18 dissidenti – che Savoia ha definito addirittura terroristi in un post delirante sul suo blog -, mancavano decine e decine di tesserati che hanno preferito non partecipare a quella che potrebbe definirsi una parodia di assemblea. Certo oltre ai quattro soldatini – Savoia, Denti, Merlo, Gianella – figurano nella lista altri quattro candidati, ma a nessuno è sfuggito che mancano nomi di spicco come quello di Rolando Bardelli o di Michela Delcò Petralli (senza offesa per gli altri candidati).

E soprattutto: Tsipras ha vinto le elezioni con un programma di Sinistra. Savoia no. I Verdi per le Federali non hanno presentato nessun programma e per le Cantonali il coordinatore e i suoi soldatini si sono limitati a seguire pedissequamente gli ordini del direttore di campagna UDC. Ordini che li hanno portati a concentrarsi sulla difesa a oltranza dell’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa”. Se la protezione dei salari ha sempre fatto parte del suo approccio, come afferma Savoia a “Il Caffè”, lo ha nascosto bene perché per gran parte della campagna non ha fatto menzione né di salari né di misure di accompagnamento supplementari. Anzi il coordinatore del partito promotore dell’iniziativa sui salari minimi settoriali non ha ritenuto necessario reagire quando molte imprese (fra cui la Exten), hanno imposto tagli salariali ai dipendenti fino al 26% e altre vessazioni. Non una parola di sostegno e, a quanto pare, Savoia e il direttore di campagna hanno posto il veto alla partecipazione dei Verdi alla manifestazione indetta dalla Sinistra contro il degrado del mondo del lavoro. Quando finalmente l’”Amato leader verde” è sceso in piazza per la sua “Manifesta” non è stato per difendere i lavoratori o i salari, ma la bandiera e la sovranità nazionale con un discorso in perfetto stile Christoph Blocher.

Se è vero che esistono “malumori” e “livori”, a Savoia sfugge che c’è un’altra ragione alla base del mancato entusiasmo della Sinistra per la sua candidatura unica agli Stati: le idee e gli ideali che alcuni ancora si ostinano a difendere. Per quanto demodé possa sembrare al leader verde, non tutti sono disposti a difendere le idee dell’UDC e della Lega, a mettere a tacere i propri valori e a candidare persone che nulla hanno a che vedere con gli ideali della Sinistra solo per raccattar voti.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!