Valorizziamo ciò che ci unisce

Di

20150715navadi Giancarlo Nava

Ho letto con attenzione l’articolo di Batman del 13 luglio su Tsipras, Savoia, Verdi e alleanze. È un’opinione che rispetto, ma che non mi convince e che mi trova in disaccordo. Provo quindi a esprimere alcune altre idee.

Il fronte Rossoverde è molto composito, frastagliato, pronto alla scissione a ogni piccolo contrasto interno. I Partiti che lo compongono hanno alcune affinità (per fortuna!), ma anche divergenze profonde. Sono le stesse divergenze che spesso si ritrovano anche all’interno dei singoli Partiti, quindi niente di strano! Se vogliamo, una buona volta, vincere è importante mettere da parte i dissidi e valorizzare i punti comuni. Gran parte dei nostri elettori è stufa dei litigi e chiede a gran voce l’unità. Unire le forze in un’elezione al Nazionale, con una congiunzione, non vuol dire eliminare le differenze, ma valorizzare ciò che ci unisce per raggiungere un risultato positivo. E questa volta il risultato positivo è quello di mandare a Berna due deputati di Sinistra al Nazionale, obiettivo possibile se l’accordo di congiunzione è il più ampio e unitario possibile.

Il discorso vale per i partiti alla sinistra del PS, con i quali abbiamo spesso profondi dissensi e vale nei confronti dei Verdi, con i quali ci differenziamo su temi importanti (Europa, Accordi bilaterali, 9 febbraio, ecc.), ma con cui condividiamo anche parecchie lotte comuni. Non dimentichiamo che con i Verdi siamo impegnati in battaglie importanti per la salvaguardia dell’ambiente, degli spazi verdi e dei parchi, degli alloggi a pigione moderata, del traffico e della mobilità. Senza dimenticare l’Iniziativa delle Alpi, il raddoppio del Gottardo e altri temi che a livello nazionale ci vedono quasi sempre uniti. Vogliamo finalmente superare i personalismi e privilegiare i risultati piuttosto che la linea dura e pura che nessuno più capisce, se non alcuni militanti?

Scendiamo dai piedistalli ideologici, smettiamo di ragionare sempre da primi della classe, usciamo dalle direzioni e dai comitati per andare ad ascoltare i nostri potenziali elettori che vogliono unità e non capiscono i nostri dissidi. La posta in gioco il 18 ottobre è troppo importante per affrontarla con litigi, malumori, divisioni, personalismi e distinguo.

La destra (furba!) l’ha capito da tempo. Perché il fronte Rossoverde non vuole capire?

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