800 mila franc per i noss vecc

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di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniDurissima interrogazione di Raoul Ghisletta (che quando sente odore di sangue è come un pitbull con le zanne di titanio) e Martino Rossi sulle trattative in corso per la liquidazione del city manager della Città di Lugano. Invece stranamente tacciono sia il mattinonline sia il suo fratellone cartaceo diretto da Lorenzo Quadri. Buffo, per dei media abituati a strombazzare ai quattro venti ogni presunto dissesto del Comune. Ma poi, se ci pensi, non è poi così buffo.

Anzitutto i Socialisti di Lugano chiedono che “il Municipio valuti tutte le opportunità possibili, inclusa l’apertura di un’inchiesta amministrativa e la denuncia penale, per identificare chi ha divulgato informazioni personali molto delicate (violazioni del segreto d’ufficio già avvenute per altri casi in passato)”. Eh sì, perché questa bella collegialità è diventata, con l’amministrazione leghista in Ticino, un po’ strame. Quel bello strame puzzolente dove grassocce larvette stanno tanto a loro agio. La collegialità è ormai buona solo per i polli. Qualcuno, a caccia di facile pubblicità per le prossime elezioni comunali, ha cercato di smarcarsi da una situazione difficile.

Ora è uscito dal suo buco anche il vecchio Giorgio Giudici per difendere il Delorenzi. E vorrei anche vedere! Chi lo aveva assunto? Chi, ora deceduto, andava a braccetto con Giudici per le assunzioni in Comune? Dov’era Quadri, oggi direttore de “il Mattino”, quando è stato fatto il contratto a Delorenzi? E, soprattutto, quanti degli amati “noss vecc” avremmo potuto rendere felici con la liquidazione del city manager?

Ghisletta e Rossi proseguono criticando la mancanza di controllo sugli alti quadri, mancanza che renderebbe poi difficile valutare la gestione dei loro contratti e la loro carenza di flessibilità in caso di problemi.

Insomma, l’Amministrazione leghista, che si fregia tanto di essere pro popolo, gestisce i propri affarucci come ha sempre fatto. Solo che ora è sempre più difficile scopare la sporcizia sotto il tappeto buono del salotto luganese.

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