Code? Ma quali code?

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Di

20150820shevek

di Shevek

faccinaGASshevekSembra un bollettino di guerra. Oggi 13 chilometri di code. Ieri 8. L’altroieri addirittura 15. Sicché t’immagini un serpentone di metallo: scatole di latta immobili, sotto il sole cocente. Gente accaldata, affranta, assetata. Bambini, anziani, animali da compagnia… tutti a soffrire nell’attesa. Il solito drammone estivo dell’esodo turistico attraverso le Alpi, per colpa dello stramaledetto tunnel a una canna sola. “Ah, signora mia! Quando ci sarà il secondo tunnel la finiremo con ‘ste colonne!”. Beh, son balle.

Anzitutto chi chiede il secondo tunnel per smaltire le code o è ignorante o è in malafede. Possiamo discutere sulla sicurezza. O sull’isolamento del Ticino. Ma sulle code no. Perché un’altra canna risolverebbe alcuni problemi, ma certo non le colonne. Il Consiglio federale è stato chiaro: ogni tubo sarà aperto con una sola corsia, perciò non ci sarà nessun aumento della portata. Quindi, se ci sono le code adesso, ci saranno anche dopo. Sapevatelo. A meno di non far conto sull’apertura surrettizia di tutte le corsie di entrambi i tunnel. E questa, appunto, è malafede.

E poi anche le colonne sono un falso problema. Un recente articolo lo dimostra con dovizia di argomenti e di dati.

Per cominciare, il serpentone spesso non esiste. L’autostrada viene bloccata in più punti, in realtà. Tutti quei chilometri di coda sono in gran parte vuoti, come conferma chi vive nei paraggi. Dunque tutte quelle ore di attesa non sono verosimili.

Poi l’allarmismo di Viasuisse è fuori luogo. A sentir loro, ci sono code ogni 3 per 2. Però vai a vedere e constati che sono poca cosa. Addirittura sono arrivati ad annunciare code da 1 chilometro: 4 nel 2012, 197 nel 2014. Roba da 10 minuti di attesa, per intenderci. Una tragedia, proprio.

Inoltre il traffico non è aumentato ma gli annunci di colonne di Viasuisse sì: nei mesi invernali del 2012 un solo annuncio, nello stesso periodo del 2014 ben 18. Vorrà dire qualcosa?

Infine vediamo perché si formano, queste maledette code. Scopriamo così qualche insospettabile dettaglio. Per esempio, al Gottardo bastano 800 veicoli l’ora per intasare il traffico. Sono tanti? Sono pochi? Non siamo degli esperti e non possiamo saperlo. Tuttavia sappiamo che la galleria Mappo-Morettina in orario di punta sopporta fino a 1’500 veicoli l’ora. E, se non ci sono incidenti, di colonne non se ne vedono. Come mai? Non ti sorge il sospetto che forse la regolazione dei semafori al Gottardo è fatta un po’ coi piedi?

Ah, già: i camion. A causa loro si fa proprio quella regolazione generatrice di code: per ridurre il rischio di incidenti. Del resto, con un milione di camion all’anno… giusto? Beh, se il problema delle code sta nei camion, la soluzione è banale: tutti sui treni. Già ora. E a maggior ragione quando sarà aperta la galleria di base. Altrimenti perché avremmo investito tutti quei miliardi?

Riassumendo… Primo: le code sono meno lunghe di quanto dice Viasuisse. Secondo: Viasuisse fa dell’allarmismo, segnalando colonne anche da poco. Terzo: Viasuisse di allarmismo ne fa sempre di più. Quarto: la colpa delle code è nella regolazione dei semafori, cioè nel traffico pesante, da dirottare sulla ferrovia. Tutto questo, com’è ovvio, i raddoppisti non te lo dicono. No no: loro si lamentano per il povero Ticino snobbato dai turisti a causa delle colonne in autostrada.

Intanto noi aspettiamo il voto sul raddoppio previsto per l’anno prossimo. Mentre Viasuisse diventa sempre più allarmista senza motivo. Ci sarà un legame? “A pensar male”, diceva il Gobbo, “si fa peccato, ma ci si azzecca”.

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