Il bacio di Giuda

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Di

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di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniDi solito non sto qui a disquisire con gli psicologi. Non sono uno che ce l’ha con Jung e Freud. Anzi, pure io vado dallo strizza. Ma certe volte a stare zitto faccio davvero fatica.

La solita psicologa americana – e già non si capisce mai perché i nostri valgano una cicca e andiamo sempre a pigliare gli americani – una certa Charlotte Reznick, avrebbe una teoria, spiegata in un suo libro, secondo cui baciare i figli sulla bocca sarebbe controproducente.

Controproducente, dice. Poi, leggendo il resto, è ancora poco:

“Sappiamo bene che in molti casi il pedofilo è nascosto tra le mura di casa e il bambino, abituato a una certa intimità, potrebbe non capire il confine tra ciò che a un adulto è consentito e ciò che non lo è.”

E questo che vuol dire? Semplice. Ogni genitore, specialmente i maschi, è un potenziale pedofilo, l’orco del terzo millennio. Ma Reznick prosegue:

“Non sono pochi i pazienti che ricordano con dispiacere, se non addirittura con schifo, i baci maleodoranti di nonni o padri. La bocca è un luogo personale e intimo che non deve essere violato.”

Baci maleodoranti? E poi, scusate, una cosa è uno zio o un amico, una cosa sono il padre e la madre.

Per la sessuologa americana anche toccare i bimbi nelle parti intime è solo: “…una scusa di malcelati pedofili”.

Come diceva una mia conoscente: “E allora come li pulisco, con l’aspirapolvere?”. È ovvio che i figli non vai in giro a toccarli nelle parti intime: questo contatto termina naturalmente quando riescono a fare la cacca e la doccia da soli.

I miei figli mi baciavano sulla bocca ed erano loro a farlo, io non gliel’ho mai chiesto ma nemmeno glie l’ho mai proibito. Non si domanda, la signora Reznick, cosa proverebbe un bambino a cui un genitore rifiutasse un bacio? Nei miei ricordi i baci di mia madre sono tra i più belli, e quella complicità tra genitori e figli è unica e speciale, in ogni famiglia sana.

Pedofili? Allora chiudiamo tutte le nostre figlie in casa perché ogni uomo è un potenziale stupratore.

A corroborare questa fantastica teoria la solita sessuologa nostrana, tale Kathya Bonatti di Lugano, chiamata in causa dai frettolosi giornalisti di Tio solo per dare un po’ di salsa ticinese a questo indigesto piatto yankee.

Vorrei chiedere alla signora Bonatti su quale statistica o ricerca si basano queste teorie. Per la miseria, signori, qui si parla di scienza medica, mica di paperelle. Ma sono sicuro che, per quante Kathya Bonatti ci siano a sostenere una cagata del genere, ne troverei altrettanti che direbbero il contrario. Brutta cosa le mode, e oggi è di moda additare il pedofilo sempre e comunque senza pensare ai danni affettivi e sociali che ciò comporta.

Si, d’accordo, i pedofili ci sono, ma quando io mi trovo in un supermercato e vedo un bimbo piangere disperato e ci penso su tre volte prima di avvicinarmi, mi rendo conto che la psicosi è ormai oltre il livello di guardia.

Spero solo che i miei tre figli abbiano dei pargoli a loro volta e che li amino come li ho amati io o come mia madre ha amato me. Se poi i baci sono sulla bocca o sulla guancia, probabilmente poco importa.

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