Il più svizzero degli Svizzeri

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Di

20150813gio

di Gio

La festa nazionale è passata da un paio di settimane, ma ricordo ancora bene come buona parte dei miei contatti sui social network hanno voluto esprimere tutta la loro “svizzeritudine”. Chi ha esposto bandiere rossocrociate ovunque, chi ha indossato magliette con l’inno trilingue stampato sopra, chi ha passato la giornata in fattoria per un brunch. Tutte belle tradizioni che ricordo fin da piccolo. Ognuno a modo suo ha sentito quasi il dovere di dimostrare al mondo l’entusiasmo per l’attaccamento al patrio suolo.

Storicamente il Primo Agosto viene ricordata la nascita della Confederazione quale alleanza per contrastare la dittatura degli Asburgo. Si potrebbe dunque dire che i valori su cui è radicata la Svizzera sono anzitutto la solidarietà, l’uguaglianza e la democrazia, valori che peraltro ci sono riconosciuti da sempre dal mondo intero. Ma chi può definirsi davvero uno Svizzero che celebra degnamente la propria nazione? Chi sa canta re tutto il Salmo a memoria? Chi sa cucinare perfettamente il cervelat alla griglia? Chi sa preparare il falò più alto? O magari chi posta la foto più patriottica sui social?

La manifestazione durante la quale quest’anno alcuni dimostranti hanno dato fuoco alla bandiera rossocrociata è stata piuttosto provocatoria e ha scatenato ire e indignazioni, tanto da leggere (anche da parte di politici ticinesi) di esilio, di galera, di “ritorno a casa propria”. Andando un po’ più a fondo, senza entrare nel merito della forma della protesta, non credo sia difficile capire che il messaggio di queste persone volesse essere quello di non riconoscersi più nella Svizzera di oggi, dove i valori che dovrebbero stare alla base di questa Confederazione di Cantoni vengono viepiù a mancare. Solidarietà, uguaglianza e democrazia nei confronti del vicino di casa, del collega di lavoro, del compagno di scuola, del tipo dietro di noi in fila alla cassa, del diverso o dello straniero dovrebbero essere le fondamenta di ciò che facciamo per onorare degnamente i valori di questa nazione, mentre sembra che la celebrazione si limiti ormai a rallegrarsi di vivere nella parte del mondo che funziona e che sta bene.

Il Primo Agosto dovrebbe dunque essere un evento che ci ricordi di essere svizzeri tutto l’anno: solidali, uguali e democratici nella nostra quotidianità, ma anche rispettosi del territorio che ci circonda e che tanto ci piace celebrare degnamente una volta all’anno. Così come non dovremmo aspettare Natale per essere più buoni, San Silvestro per essere più speranzosi, l’8 marzo per essere più rispettosi delle donne, non aspettiamo il Primo Agosto per ricordarci di essere più svizzeri tutto l’anno.

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