L’oca dalle uova d’oro

Di

20150820mordasini2

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniIn una lettera al “Corriere del Ticino”, Guido Sassi, proprietario del Caffè Olimpia e locatario del Comune di Lugano, si lancia in una filippica che intitola: “Non solo risotto e non solo luganiga”. L’articolo ci sta tutto. Purtroppo Guido Sassi casca alla fine sul suo tallone d’Achille, cioè il prezzo:

“Quello che manca perché la ristorazione ticinese possa avere l’affermazione e il riconoscimento che merita è un sistema che la sostenga, un’attenzione costante e non casuale da parte del Governo e dei media che obbiettivamente fino ad oggi è mancata: fa più notizia un caffè ritenuto caro servito al tavolo di piazza Riforma che le migliaia di caffè serviti con piena soddisfazione del cliente. Senza una visione strategica di medio-lungo termine dei problemi e delle aspettative del mondo della ristorazione e del turismo in generale, ho l’impressione che i problemi resteranno irrisolti.”

Ricordiamo allora che Sassi provocò la famosa polemica quando il comico Giovanni Vernia, in visita a Lugano per uno spettacolo, pubblicò su Facebook uno scontrino del Caffè Olimpia con i relativi prezzi: un cappuccino, un’acqua minerale e un succo di pera per 14 franchi e 60.

Caro Sassi, invece il prezzo è proprio un problema. Quando in Città vecchia a Locarno in una semplice pizzeria pago 10 franchi per un litro di acqua minerale, forse non è un furto, ma ci si avvicina parecchio. Stesso prezzo per un’insalata verde. Quant’è il ricarico dell’esercente? Per l’acqua è subito fatto. Ammettiamo per delirio che un litro di acqua sia pagato 1 franco, anche se si trovano per mooolto meno: il ricarico è del 900%. E non parliamo di un cespo di lattuga, che al dettaglio pago 1 e 50 e mica lo servo tutto.

C’è perfino chi giustifica questi prezzi alla Rotonda del Festival, dove una bottiglia d’acqua ti costa 10 franchi ma nemmeno te la servono: te la pigli tu e guardi se per caso trovi un buco dove sederti.

Le giustificazioni sono: “Eh, ma devono pur guadagnarci!”. Certo. Quando però il tuo guadagno diventa un insulto al buon senso, le cose non funzionano più. Quando il turista se ne va incazzato per i prezzi, hai un serio problema, perché quel turista non torna più, soprattutto se appena passata la frontiera spende un terzo in meno e l’acqua la paga 2 o 3 euro. Non parliamo poi del vino. Che, con i costi dei nostri ristoranti, sembra spremuto coi piedi da vergini caucasiche con la distrofia muscolare.

Insomma, qui luganighe e risotti non reggono più. Se non riesci a mantenere i camerieri, che poi spesso poverini non è che escono da scuole d’eccellenza di hotelleriesuisse ma hanno curiosamente accenti stranieri, viene il dubbio che le eccedenze non vadano tanto a favore del personale, ma nella saccoccia dell’esercente. Questo non vuol dire che non si sia capaci di fare ristorazione in Ticino. Anzi. Ma che ci sono quelli che non capiscono che stanno strangolando, per avidità, l’oca dalle uova d’oro. E quest’oca sta ormai migrando verso altri lidi…

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!