Mordasini, Bignasca e il boia delle Fosse Ardeatine

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Di

20150828redazione

della Redazione

faccinaGASufficialeCorrado Mordasini, coordinatore della rivista satirica “il Diavolo” e collaboratore del portale di controinformazione GAS, è stato condannato dal procuratore Akbas per diffamazione. Mordasini avrebbe leso l’onore del compianto Giuliano Bignasca in alcuni post su Facebook. Boris Bignasca, figlio del compianto Giuliano, ha sporto denuncia, sfociata poi nel decreto accusatorio nei confronti di Mordasini.

Molti aspetti curiosi si affastellano in questo verdetto, dai codici e codicilli fino (come nell’odierno processo ad Adriano Venuti*) al fantomatico diritto all’oblìo.

Cos’è il diritto all’oblìo? Il diritto di essere dimenticati. Segnatamente, si suppone, il diritto a non vedersi spiattellare ogni giorno le malefatte degli anni passati. Nel solco di questo ragionamento legale, Erich Priebke, ufficiale nazista, simpaticamente soprannominato “il boia delle Fosse Ardeatine”, condannato in Italia per aver ordinato durante la Seconda guerra mondiale l’eccidio di 335 innocenti, ha anche lui diritto all’oblìo delle sue malefatte.

Priebke si prese l’ergastolo e morì nel 2013. Secondo la nostra legge, per i prossimi 30 anni nessuna persona che non abbia un interesse pubblico nel divulgare l’informazione potrebbe dichiarare che Erich Priebke era un criminale nazista. Nisba, niente: diritto all’oblìo. Vorrai mica che Erich si rigiri nella tomba. E poi la pace dei morti va rispettata. Che poi tutti in Italia conoscessero Priebke e le sue efferatezze poco importa. La gente potrebbe dichiararlo tra le quattro mura domestiche, sussurrarlo nei bar ma non dirlo pubblicamente. Bella stramba, la legge, eh?

A questo punto, perché non adoperare Priebke come una Madonna pellegrina? Perché non sfruttarlo per dare sostegno postumo a un presunto partito razzista e xenofobo? Un Priebke stampato su magliette, esposto in striscioni, in manifesti elettorali, in banner sui social, e chi più ne ha più ne metta. Tanto nessuno potrebbe dirne niente. Erich rimarrebbe un onesto e retto ufficiale nazista, l’icona di un movimento che si ispira alle idee che lo hanno sostenuto in vita. Non sarebbe geniale?

Ma qui stiamo decisamente facendo fantapolitica. Lungi da noi voler paragonare qualsivoglia fantomatico personaggio realmente esistito a un ufficiale nazista. La nostra storiella serve a far seguire il filo di un ragionamento, per capire come nella legge siano molto più numerose le regioni d’ombra che quelle in luce o al buio. In nessun Paese sarebbe possibile una cosa del genere… crediamo.

*Adriano Venuti è a processo dopo aver fatto ricorso contro un decreto d’accusa anche lui per presunta diffamazione nei confronti di Giuliano Bignasca.

NdR: Con la locuzione “diritto all’oblìo” si intende, in diritto, una particolare forma di garanzia che prevede la non diffondibilità, senza particolari motivi, di precedenti pregiudizievoli dell’onore di una persona, per tali intendendosi principalmente i precedenti giudiziari di una persona. In base a questo principio non è legittimo, ad esempio, diffondere informazioni a proposito di condanne ricevute o comunque altri dati sensibili di analogo argomento, salvo che si tratti di casi particolari ricollegabili a fatti di cronaca, e anche in tali casi la pubblicità del fatto dev’essere proporzionata all’importanza dell’evento e al tempo trascorso dall’accaduto.

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