Niente Champions League, e ora?

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20150826scarinci

di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciAl Basilea non è bastata l’impeccabile punizione di Luca Zuffi, improvvidamente definito “klein Messi” dal sobrissimo telecronista di SRF Zwei, perché a passare il turno ieri sera è stato il Maccabi Tel Aviv, squadra tutt’altro che irresistibile.

Il calcio è uno sport tanto bello quanto infame. Già verso le 23, a “cadavere” ancora caldo, nella sua versione online il “Blick” si era lanciato in un referendum sull’allenatore Urs Fischer. Alla stessa ora il direttore sportivo Heitz alle telecamere della SRF ha ribadito come nell’arco delle due partite il Basilea fosse stato decisamente la squadra migliore. Cosa senza dubbio vera, però se non fai gol non vinci: sembra una cazzata, ma è così.

Il calcio è uno sport infame soprattutto quando presenta il conto. Il mancato accesso alla fase a gironi della Champions League costerà al Basilea una cifra vicina ai 30 milioni di franchi di mancati introiti tra diritti televisivi, quota per la partecipazione, premi e biglietteria: sarà piacevole spiegarlo alla Novartis. Come duro sarà il processo che, s’immagina, partirà a breve nei confronti di tutti: società che è intervenuta poco e male sul mercato, Samuel che sul gol subito si è fatto fregare come un pollo, Fischer che non è adeguato e bisogna mangiarsi le mani per il trattamento riservato pochi mesi fa a quel Paulo Sousa che per ora sta facendo faville a Firenze.

Si prospettano tempi duri per i renani, tanto abituati a spadroneggiare senza rivali in casa quanto ora confrontati con un’eliminazione subita da una catenacciara squadra di scarponi e con un’Europa League che più che una possibilità di riscatto sembra, a oggi, un’incognita.

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