Pechino raddoppia, il CIO non cambia

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20150815caccia

di Gherardo Caccia

Ai più il fatto è passato quasi inosservato, ma lo scorso luglio le Olimpiadi invernali del 2022 sono state assegnate a Pechino. E allora?

Beh, anzitutto Pechino sarà la prima città della storia a ospitare entrambe le edizioni dei giochi, dopo quelle estive del 2008. Non ci è riuscita neanche le nordica Stoccolma, che ospitò i giochi estivi nel 1912, ma mai quelli invernali. È l’ennesima prova di forza della potenza cinese, una potenza economica e politica che si riflette anche sullo sport.

D’altronde nella sua storia il CIO ha fatto la sua parte sottolineando con le sue scelte i momenti cruciali degli ultimi 120 anni. Una su tutte la scelta di Berlino del 1936, a glorificare la potenza del terzo Reich (Jesse Owens a parte). Poi ci fu la Guerra fredda e, se nel 1980 le Olimpiadi le porta a casa Mosca, nel 1984 per forza sono a Los Angeles, con i rispettivi boicottaggi che tutti conosciamo.

Il voto del CIO è stato condizionato sempre più da poteri economici. Atlanta 1996, l’edizione del centenario in un’anonima cittadina della Georgia: perché? Perché Atlanta è sede della Coca Cola, sponsor principale delle Olimpiadi: lo sponsor si porta a casa sua i Giochi.

Di scelte romantiche il CIO non ne ha più fatte, agli dei dell’Olimpo si preferisce il dio denaro. Dopo i soldi dei magnati russi di Sochi, il CIO strizza nuovamente l’occhiolino a Pechino e alla sua influenza politica ed economica. Forse non ci sarà la neve, ma i soldi di sicuro non mancheranno.

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