Solo la libertà di essere d’accordo con gli altri

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Di

20150825artemisia

di Artemisia

faccinaGASartemisiaAlcune persone non possono avere un’opinione personale. Men che meno possono esprimerla. Se ci provano, il mattinonline li massacra.

Igor è un cittadino che gestisce una scuola per gatti da compagnia. Allevamenti da tutto il mondo desiderano mandare i loro gatti a studiare da Igor, che è un addestratore favoloso, conosciuto a livello internazionale. Tanto che il Canton Ticino è orgoglioso di avere Igor in un paesino nemmeno troppo frequentato, perciò lo sovvenziona. Poi però in Ticino (e in tutta la Svizzera, in percentuali minori) passa una legge che dice che non possono più arrivare i gatti dall’estero, neanche pagando per l’addestramento. Da subito Igor si esprime chiaramente a sfavore dell’iniziativa, argomentando, spiegando perché per il suo allevamento sarebbe un disastro, e anche un grosso danno per il settore dei gatti da compagnia e il loro business. Ma niente da fare: i Ticinesi non vogliono i gatti da fuori, mentre Igor continua a dire che non è una bella idea.

A questo punto qualcuno dice che Igor non dovrebbe più ricevere i sussidi per la sua scuola, perché non è d’accordo con la maggioranza di Ticinesi. Che Igor non dovrebbe permettersi di sostenere quelle posizioni. Che Igor fa politica esprimendo la propria opinione, ed è una politica malvista dalla maggioranza. Ma attenzione: non è il 68% dei Ticinesi a non volere i gatti stranieri, ma il 68% di chi ha votato, cioè appena un po’ più della metà del totale.

Ma allora cosa significa “democrazia”? Significa dover essere sempre e comunque d’accordo con la maggioranza?

Usciamo dal caso immaginario e torniamo nella realtà reale: Ovvero a Dimitri. L’artista è uno dei promotori dell’iniziativa per tornare a votare sui contingenti. E immancabile sul mattinonline compare un articolo firmato da Tiziano Galeazzi, dell’UDC luganese, che chiede un taglio dei finanziamenti alla scuola di Dimitri. Perché? Ovvio: perché Dimitri non è d’accordo con la maggioranza.

Ora, non ci risulta che in Svizzera ci sia una dittatura. Non ci pare che ci sia la censura. Se l’esito di una votazione non gli piace, chiunque ha il diritto di criticarlo senza per questo essere additato a “nemico dello Stato”, e il suo lavoro a beneficio della res publica non deve soffrirne. In fin dei conti, Dimitri ha la stessa posizione del 32% dei votanti: non sono la maggioranza, ma sono pur sempre 1 su 3. E scusate se è poco.

Oppure l’unica libertà in questo Paese è la libertà di essere d’accordo con gli altri?

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