Homo Naledi: una scoperta epocale

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20150914mordasini

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniIn Sudafrica una grotta a 40 metri di profondità ha regalato all’umanità un nuovo tassello nella comprensione della specie. Centinaia di ossa e uno scheletro quasi completo ci permettono di annoverare una nuova specie di ominidi nella nostra famiglia. Approfondite analisi genetiche del materiale ritrovato hanno potuto appurare un’incredibile corrispondenza cromosomica con Orlando Del Don. In effetti, a uno sguardo frettoloso, Del Don potrebbe apparire un ominide apparentato strettamente alla nostra specie, soprattutto se vestito, sbarbato e ripulito. Ma una più approfondita analisi ci svela la verità.

Il professor Helmuth Von Hobbit, dell’Università delle cravatte di Tubbingen, ha avuto accesso alle cartelle cliniche del Del Don (scusate il bisticcio: mica è colpa mia se sembra una campana) e le ha comparate con i dati raccolti dall’università Witswaterstrand di Johannesburg. I risultati sono sorprendenti. Rivelatori sono soprattutto i radi bulbi piliferi di Del Don, somiglianti più a una pelliccia che a dei capelli. Inoltre la pelle chiara e diafana rivela la necessità di un folto vello per essere protetta. Gli occhietti cisposi e guardinghi denotano una forte capacità di cogliere al volo pericoli e opportunità, come il suo antenato della savana. Ciò gli è stato utile in Gran Consiglio fino a che Rusconi, che occupa la nicchia di un superpredatore all’interno dell’UDC, non ha deciso di fargli le scarpe.

Ma i dati rivelano molto di più. Le fragili ossicine e la cassa toracica rachitica rimandano di più all’australopiteco che al più successivo Homo habilis. L’andatura cauta e deldondolante ne rivela l’indole schiva e più adatta a una preda che a un predatore. I suoi sproloqui politici invece spiegano chiaramente un atteggiamento tipico dei primati, che berciano e rumoreggiano una volta messi in difficoltà.

Insomma, grazie agli antropologi sudafricani la scena politica ticinese ha completato una parte del meraviglioso puzzle della vita. Del Don è un anello mancante. Talmente mancante che nessuno s’è accorto che si è tolto dai piedi.

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