Il gioco della pubblicità tra bugie e verità

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Di

20150918stephani

di Andrea Stephani

La pubblicità è il rumore di un bastone in un secchio di rifiuti: lo ha detto George Orwell e a me non è mai sembrato tanto vero come in questo momento. Su Radio 3iii è appena passato uno spot grottesco, involontariamente tragicomico. Una voce squillante, una bugia colossale:

“Al Casinò Admiral di Mendrisio sono generosissimi! Vieni a giocare da noi: ogni settimana in palio una Fiat Punto!”

Spengo la radio.

Generosissimi? L’Admiral? Gli stessi che hanno smesso di pagare i contributi di pubblica utilità che, per la legge federale sulle case da gioco e non per una scelta di magnanimità personale, sarebbero obbligati a versare ai Comuni del Mendrisiotto? Quelli che però continuano a beneficiare di una situazione di monopolio e di detrazioni fiscali accordate loro per il versamento dei già citati (e unilateralmente sospesi) contributi di pubblica utilità?

Forse è bene ricordare a tutti che la Casinò Admiral SA è solo una delle 23 società controllate dalla multinazionale del gioco d’azzardo Novomatic AG, attiva in 43 paesi al mondo. La Novomatic è stata fondata nel 1980 dal multimiliardario austriaco Johann Graf. Prima di questa data, Graf, macellaio di formazione, importava flipper dal Belgio nella natìa Austria, dove riforniva “osterie, bar e bordelli” (fonte: Wikipedia). Alla fine degli Anni Settanta, però, la sua vita cambiò radicalmente grazie all’avvento delle slot machine. Quasi avesse stretto un patto con il diavolo, Graf iniziò a guadagnare cifre spropositate. E nel 2012, con un patrimonio stimato di 5,3 miliardi, l’ex macellaio importatore di flipper divenne l’uomo più ricco d’Austria e il 193esimo al mondo. Un primato condiviso nientemeno che con Dietrich “Didi” Mateschitz, ovvero “Mister Red Bull”, che si è poi ripreso la vetta in solitaria di questa speciale classifica solo nel 2015, staccando il “povero” Graf, lasciato in seconda posizione, solo con i suoi 6,6 miliardi (sic!). Sempre nel 2015, per la rivista “Forbes”, Johann Graf è la 208esima persona più ricca del mondo. Quasi un “top 200” in una classifica che conta circa sette miliardi di posizioni. Non male, vero?

Generosissimi? Cosa sono 5 milioni di franchi all’anno (1,5 a Mendrisio e 3,5 agli altri comuni del Distretto tramite la NCKM) per una società in continua ascesa ed espansione (ad esempio nel Nord Italia), che realizza utili milionari e il cui proprietario vale da solo quasi 7 miliardi di dollari? Peanuts. Noccioline.

Ma questa è pubblicità, bellezza. Nulla a che vedere con la verità. Marshall McLuhan disse che

“la pubblicità oggi sembra basarsi sull’avanzatissimo principio secondo il quale la più piccola unità modulare, se ripetuta in modo rumoroso e ridondante, finirà gradatamente per imporsi.”

Non importa se quello che dici è falso o in contraddizione palese con la realtà: l’importante è far rumore. Perché il baccano ci convince, sempre. D’altronde già negli Anni Trenta, un grandissimo esperto di marketing aveva anticipato le conclusioni di McLuhan.

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.”

Chi lo ha detto? Joseph Göbbels, Ministro della Propaganda del III Reich.

P.S. Sulla Novomatic e sugli scandali in cui la multinazionale è stata coinvolta consiglio a tutti la lettura del libro di Tobias Kleber “Die Geschichte der Novomatic – Admiral – Die Welt im Würgegriff der österreichischen Mafia” (“La storia di Novomatic – Admiral – Il mondo nella morsa della mafia austriaca”), del 2013.

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