Lager al contrario

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Di

20150917mordasini

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniI moderni lager dell’Ungheria sono barriere. Non servono a tenere dentro, ma a tenere fuori. Persone di corta memoria, incapaci di empatia, lasciano rotolare bambini sui fili spinati.

“Cos’è un lager? / Sono mille e mille occhiaie vuote, / sono mani magre abbarbicate ai fili, / son baracche, uffici, orari, timbri e ruote, / son routine e risa dietro a dei fucili, / sono la paura l’unica emozione, / sono angoscia d’anni dove il niente è tutto, / sono una pazzia e un’allucinazione / che la nostra noia sembra quasi un rutto. / Sono il lato buio della nostra mente, / sono un qualche cosa da dimenticare.
– Francesco Guccini, “Lager”, 1981

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