Le bufale razziste (1. parte)

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di Marco Narzisi

Il web è infestato di pagine Facebook e siti che pubblicano notizie prive di fondamento a sfondo razzista, che ricevono migliaia di condivisioni ogni giorno e che, ovviamente, l’80% delle persone ritiene veritiere nonostante siano totalmente inventate. Il tutto, ovviamente, per ottenere un guadagno mediante clic e visualizzazioni dei banner pubblicitari a pagamento di cui sono costellati. Ma non c’è solo questo.

Chi c’è dietro questa galassia bufalo-razzista? E quanto può rendere un’attività del genere? Cerchiamo di mettere in piedi un piccolo dossier.

Iniziamo qui dalla prima domanda, a cui la risposta è semplice: basta utilizzare lo strumento del “Whois” disponibile su diversi siti (uno per tutti). Inserendo il link del sito, si ottengono tutte le informazioni su chi lo ha registrato: nome, cognome, indirizzo, a volte anche il numero di telefono.

Il gestore di SenzaCensura.Eu è stato recentemente denunciato per istigazione all’odio razziale in seguito alla pubblicazione di notizie false, e Bufale.Net ci racconta qualcosa di lui, sempre affidandosi a dati assolutamente pubblici (quindi niente di illegale e nessuna interferenza illecita nella vita privata): si chiama Gianluca Lipani, 20 anni, della provincia di Caltanissetta. Il suo profilo Facebook ci regala uno spaccato di vita di un ragazzo normalissimo: la fidanzata, qualche battuta simpatica, addirittura link di sostegno alla causa gay (pensate un po’!). Nulla, insomma, di quello che troviamo in tanti profili di razzisti duri e puri. Eppure Gianluca, pur dichiarandosi non razzista, ha ben pensato che, per tirar su due soldini, si poteva approfittare dell’enorme propensione dell’italiota medio a credere a qualunque nefandezza venga attribuita agli immigrati e di conseguenza inventare notizie di sana pianta. Ma sparandole talmente grosse che persino VoxNews (di cui sotto), noto sito di notizie totalmente distorte, ha sentito il bisogno di prendere le distanze.

Poi c’è Catena Umana, il sito principe delle bufale razziste: il titolare si chiama Vincenzo Todaro, vive a Parma e dispone di almeno 7-8 profili Facebook (lui sostiene siano 26), addirittura numerati, in cui posta esattamente le stesse cose. A un’intervista sulla “Gazzetta di Parma”, il Todaro racconta di un guadagno anche di 1’000 euro al giorno, ma si professa assolutamente in buona fede, sostenendo di aver creato la pagina per denunciare le malefatte dei politici. Quindi spiega che lo stile del sito è proprio quello di prendere le notizie, creare un titolo a effetto, mettere un’immagine forte et voilà, la bufala è servita! Il signor Todaro si definisce apartitico, ma, incautamente, racconta ad Anonymus che alle manifestazioni da lui organizzate (alle quali peraltro pare non si presenti assolutamente nessuno, nonostante i 2 milioni di “Parteciperò” sui relativi eventi Facebook) verranno molti gruppi di Destra, e si definisce “un nazionalista” a cui non importa nulla degli altri Paesi… Sarà… Ma c’è di peggio.

C’è la rete dell’odio organizzato e consapevole. Partiamo da VoxNews, pieno zeppo di bufale e notizie distorte esplicitamente razziste e ovviamente infarcito di pubblicità redditizie in ogni angolo. Sui gestori di VoxNews purtroppo non riusciamo a sapere nulla, dal momento che il nome del detentore del dominio è oscurato tramite il servizio NameCheap: qualcosa da nascondere? Anche l’indicazione in fondo al sito “By Identimedia” mi lascia a brancolare nel buio, dato che non esiste nessuna notizia di questa “Identimedia”. Che però mi risulta essere lo stesso autore di un altro sito gravemente razzista, Tutti i Crimini Degli Immigrati, anch’esso anonimo.

Non mi do per vinto: spulcio il codice sorgente del sito e scopro un collegamento non visibile a una pagina Facebook, Resistenza Nazionale. Sbirciando la pagina arrivo al sito Identità.com (indovinate un po’? …anonimo!) su cui vedo un nome che risulta, guarda caso, collegato anche a Tutti i Crimini Degli Immigrati. Il clic è un attimo e arrivo su un profilo Facebook zeppo di richiami al fascismo, che, da un post su uno dei siti di cui sopra, risulta essere utilizzato solo per gestire le pagine “della rete”… E qui mi fermo, non riesco ad andare oltre, se non a scoprire che, ovviamente, il profilo è registrato con un’email di comodo.

Cos’abbiamo qui dunque? Abbiamo una vera e propria rete della diffusione dell’odio razziale, con un disegno preciso alle spalle e persone che non sono giovani in cerca di un’entrata economica facile, ma ben preparate in questo lavoro e consapevoli di quello che fanno, tanto da creare un network di siti e pagine razziste e da avere anche l’accortezza di renderle anonime utilizzando servizi che solo utenti esperti conoscono. Questi non sono Gianluca, che vuol tirar su due soldi, o Todaro, che cerca visibilità ma tutto sommato ci mette la faccia. Qui invece la diffusione dell’odio razziale è pianificata, organizzata, studiata in ogni dettaglio, affidata a diversi canali. Questa “Internazionale dell’intolleranza” crea ad hoc le notizie per esacerbare gli animi e costruisce in modo preciso e studiato lo stereotipo dell’immigrato criminale per incitare al linciaggio.

Queste, cari lettori, non sono persone che “hanno a cuore il popolo italiano”: questi sono criminali. E, se voi condividete le loro assurde bufale senza neanche verificarle, siete complici.

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