PagellExpo (6. Puntata) – Speciale Ticino

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Di

20150901caccia

di Gherardo Caccia

Torno a tediarvi con l’Expo, che finirà il prossimo 31 ottobre. No, non ci sono ancora tornato, non ho nuovi padiglioni da presentarvi. Però sabato scorso gran parte della nostra politica si è recata all’Esposizione universale perché al padiglione svizzero era la giornata ticinese. Ma come, abbiamo votato per non aderire con soldi pubblici e ci dedicano pure la giornata? Infatti alcuni articoli parlavano di “giornata che avrebbe potuto anche non esserci” ma che invece c’è stata, vuoi per i soldi degli sponsor, vuoi per il senso di federalismo, vuoi per non farci proprio far riconoscere sempre. Tuttavia alcuni nostri politici non hanno perso l’occasione per farsi riconoscere anche a Milano. Il pagellone questa volta è dedicato a loro. Pronti? …via!

Norman Gobbi – A Expo perché presidente del Governo, niente di più e niente di meno: lo dice lui stesso. Non manca di sottolinearlo anche durante i discorsi ufficiali. Assomiglia ai bambini quando li porti per forza da qualche parte e loro sbuffano in continuazione e te la fanno pesare per tutta la giornata. “Rispetto per le istituzioni”, lo chiama. Se lo dice lui…
Voto: 3

Paolo Beltraminelli – Riceve gli elogi ufficiali da Gobbi per gli sforzi fatti per trovare gli sponsor e rendere possibile la presenza ticinese a Expo. Un po’ come se il lupo cattivo elogiasse il cacciatore per aver liberato Cappuccetto rosso. MPerò strappa un applauso alla platea. E io che pensavo contasse come i cavoli a merenda.
Voto: 5 (per lo sforzo)

Christian Vitta – Lui a Expo ci era già andato con il consigliere federale Scheider-Ammann. Sembra lasciare il posto agli altri e si gode la giornata. Senza gloria e senza infamia.
Senza valutazione.

Manuele Bertoli – Era lui il presidente del Governo quando si decideva il credito a Expo. Sappiamo come la pensava e come ha difeso la partecipazione del Ticino. Se non altro il padre ideologico di questa giornata.
Voto: 5

Luigi Pedrazzini – Uno di quelli che ha fatto il lavoro sporco, tra l’incudine e il martello, tra il governo, la votazione sul credito, i privati e gli sponsor. Anche durante la giornata fa da mediatore, da collante tra le esternazioni di Gobbi, gli sponsor e i responsabili del padiglione svizzero. Se in Italia non sapevano cos’è un uregiatt, forse ora si son fatti un’idea. Ma anche questo è il Ticino.
Voto: 5,5 (per l’impegno)

20150901caccia2Marco Borradori – In stazione a Lugano era indeciso se andare a Milano o salire sul treno della Street Parade (c’è un post su Facebook al riguardo). Alla fine desiste, vista l’età. Non fa il paraculo con storie sul rispetto delle istituzioni. Ne esce ancora simpatico, leghista ma con stile.
Voto: 4,5

Claudio Zali – Lui sa cos’è la coerenza. Ha votato No, ha sempre detto No e non ci è andato. Sabato 29 agosto Zali era a Chiasso. Chissà se Gobbi gli farà la ramanzina sul rispetto delle istituzioni?
Voto: dateglielo voi.

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