Presentiamogli il conto

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20150911santerre

di Santerre

Non ci vuole un master in Economia per capire certe cose. E quello che si è definitivamente capito in questi giorni, dove l’euro è tornato sopra quota 1,10 rispetto al franco, è che con questa storia dell’addio alla soglia minima il padronato ha avuto la scusa per fare una macelleria sociale del tutto immotivata.

Le ondate di licenziamenti, di allungamento dei turni e di abbassamento dei salari sono sempre state giustificate dal padronato con l’addio alla soglia minima, in alcuni casi poche settimane dopo la decisione presa a metà gennaio. Oggi a questi stessi signori andrebbe presentato il conto.

Ma non solo a un certo mondo imprenditoriale: anche ai suoi referenti politici andrebbe detto finalmente qualcosa. Il silenzio assordante del fronte borghese si è fatto sentire eccome in questi mesi: al fianco dei lavoratori in sciopero e a condividere la protesta c’era solo la Sinistra, mentre né dal DFE né dalla maggioranza del Gran Consiglio si è visto un segnale, un cenno. Nemmeno un “Abbiamo capito”. Anzi, memorabile fu l’imbarazzo con il quale venne accolta da PLRT, PPD e UDC la decisione dei partiti nazionali di non implementare le misure di accompagnamento, un aumento ritenuto addirittura “inutile” da Müller, Darbellay e Brunner. Che sembra chiaro: momento di apparente difficoltà economica? Maggiori aiuti ai Cantoni di frontiera. Invece qua in Ticino quelli bravi a urlare erano tutti con la coda tra le gambe.

L’UDC del “Prima i nostri”, ad esempio, dov’era quando si parlava di misure di accompagnamento e quando si licenziava gente come fosse mangiar caramelle? Erano tutti troppo impegnati a non leggere i post del loro ex addetto stampa?

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