Quanto costa un asilante?

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Dal 1. gennaio 2012 il Cantone ha ridotto le prestazioni assistenziali ai richiedenti l’asilo nell’ambito del pacchetto di misure di risparmio varato in Gran Consiglio. Oltre a loro, anche i disabili sono stati toccati da queste misure.

Di cosa vivono i richiedenti l’asilo? Se trovano un lavoro, vivono di quello, come tutti. Ma ovviamente non è facile, perché scolarizzati o analfabeti fa poca differenza: i loro studi in Svizzera non valgono un fico secco. Quindi, benché alcuni siano laureati, si devono arrabattare a fare i lavapiatti, i manovali o le donne delle pulizie. Pazienza, ci si può anche adattare quando si lascia il proprio Paese per mettere in salvo la vita.

Il problema è che di lavoro ce n’è poco, in particolare sulla fascia di confine. Perciò spesso devono far capo all’assistenza pubblica, almeno nel primo periodo, quello necessario a imparare la lingua e un mestiere spendibile sul nostro complesso mercato del lavoro.

Lo Stato del Canton Ticino fino al 31 dicembre 2011 erogava le seguenti prestazioni: 500 franchi per ogni adulto, 317 per il primo figlio e 268 per ogni figlio a seguire. Questi soldi costituivano il reddito disponibile dei richiedenti l’asilo (appartamento, cassa malati e responsabilità civile pagata). Soldi destinati ad acquistare cibo, vestiario, cure mediche di base eccetera.

Si noti che i figli dei richiedenti l’asilo non hanno accesso al servizio dentario cantonale e l’unica prestazione presa a carico dallo Stato è l’estrazione di denti effettuata in urgenza. Quindi cure dentarie, protesi, apparecchi per i figli sono a carico della famiglia. Pazienza, si possono anche avere i figli con i denti storti quando si fugge dalla guerra.

Ora, cos’hanno pensato bene di fare i falchi del Cantone? Hanno ridotto il sostentamento – è questo il termine utilizzato per identificare i soldi erogati per vivere – da 1’000 franchi per la coppia a 750, meno di quanto era previsto nel 1991.

Oggi la confederazione spende 180 milioni circa di franchi per i richiedenti l’asilo, su un PIL di 685 miliardi. Con un breve calcolino possiamo dire che, per dare una mano ai disgraziati che scappano da guerre e dittature, doniamo generosamente circa lo 0,3% del nostro Prodotto interno lordo.

Un F/A-18 costa circa 100 milioni. Meglio due aerei da combattimento della vita di migliaia di persone? I dubbi li lasciamo a quelli che l’anima l’hanno appesa nel tinello di casa.

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