“Remember when you were young”, 40 anni dopo

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Di

20150911scarinci

di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciQuando sono nato correva l’anno 1988 e quel che rimaneva dei Pink Floyd (Gilmour e Mason) aveva pubblicato da neanche otto mesi l’a tratti insolente “A momentary lapse of reason”, pretenzioso e fallimentare tentativo di riportare alla vita qualcosa che era morto dai tempi di “The Wall” e sepolto dall’abbandono di Roger Waters dopo “The final cut”.

Faccio tristemente parte della categoria degli sfigati dell’anagrafe: quelli che non c’erano, che si sono persi quasi tutto. E oggi, quarantesimo anniversario della pubblicazione di “Wish you were here”, tra uno sguardo disincantato alla classifica delle vendite musicali e un’agghiacciante panoramica dalle canzoni condivise dai miei contatti di Facebook, queste righe stanno uscendo spontanee, come se in quel 1975 ci fossi stato anch’io.

Sicuramente, allora come adesso, avrei pensato che “Wish you were here” fosse il vero capolavoro dei Pink Floyd. Perché fu incredibile “Dark side of the moon” due anni prima, certo, ma provateci voi a ripetervi dopo un successo inaspettato e planetario. Ripetervi e migliorarvi. Bene, questi qui ci riuscirono. E altrettanto sicuramente, sebbene sulla faccenda girino più leggende metropolitane che certezze, avrei ceduto in lacrime alla storia di un irriconoscibile Syd Barrett beccato dai Floyd aggirarsi spaesato e bruciato dall’LSD nei corridoi dello studio dove stavano registrando. “Remember when you were young / You shone like the sun”.

Mi sarei incazzato allora come oggi con chi – e quanti sono! – pensa che “Wish you were here” sia una canzone d’amore, quando invece altro non è che uno straziante dialogo interiore tra i due Roger Waters che stavano iniziando a emergere prima di esplodere nei deliri di onnipotenza di “Animals” e “The Wall”.

Oggi è il 12 settembre 2015, ma con i Pink Floyd è anche il 12 settembre 1975. O qualunque altro giorno vogliate. Perché mai come con loro il tempo si è fermato. Mai come con loro il tempo è uscito dalla propria dimensione per diventare un’unica emozione, una nota lunga decenni.

Mai come con loro il genio esplose.

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