Salviamo la Svizzera

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Di

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di Era Somazzi

Più leggo certe notizie e più mi convinco che siamo in pericolo. Sì, la Costituzione Svizzera e i princìpi fondamentali di democrazia multietnica e culturale sono sotto attacco.

Il presidente dell’UDC Toni Brunner dà le linee guida del partito. Il motto è: “Darsi da fare per salvare il Paese”. Giusto! Penso alla salvaguardia dei posti di lavoro, all’aiuto alle aziende estere a insediarsi e a quelle svizzere a resistere, rispettando le regole e lottando contro il dumping salariale. Penso alla diminuzione dello strapotere di alcune lobby, alle maggiori garanzie di uno standard di vita accettabile e sostenibile. Invece no, nulla di tutto ciò: Brunner parla di “immigrazione fuori controllo, violenza, criminalità, attacchi terroristici e la pressione dei politici che spingono verso l’adesione all’UE mettono in grave pericolo la Svizzera”.

Ora, forse non avrà letto gli ultimi dati sull’immigrazione o magari avrà qualche difficoltà con le cifre. L’Ufficio federale di statistica ha registrato un calo di stranieri del 5,4% rispetto all’anno precedente. O, meglio, tra gennaio e giugno sono state oltre 70 mila le persone immigrate che hanno fatto richiesta di un permesso permanente in Svizzera. Contemporaneamente se ne sono andate più di 33 mila altre persone. Se facciamo il confronto con gli anni scorsi, c’è una netta flessione.

Ci sono probabilità di attacchi terroristici? Microscopiche, e non è ottimismo ma sano realismo. Violenza e criminalità sono nella norma, e sarebbe anche ora che Brunner ci dica chi di recente ha invocato a gran voce la possibile adesione all’Unione Europea.

“Accordi bilaterali” significa sedersi a un tavolo e discutere: “Tu mi dai questo e io ti do quello”. Ognuno cercando di ricavarne più vantaggi possibile. Non vuol dire entrare nell’UE, ma cercare di sopravvivere, soprattutto economicamente.

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