Va tutto bene? Ma quando mai! E la colpa è anche loro

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciInsomma, per Christian Vitta va tutto bene. Nessun problema occupazionale in Ticino, afferma il Direttore del DFE. Anzi, in quanto a percentuali di disoccupati stiamo finendo con l’andare di pari passo con la media nazionale.

Fossimo in Rocco Cattaneo, non saremmo così felici di questa sortita del “Va tutto bene” Vitta, anche perché il presidente del PLRT si è candidato in prima persona, per quanto crede all’elezione di un terzo consigliere nazionale. E lo vuole fare nel Cantone che di più, in Svizzera, sta soffrendo il dramma della disoccupazione, dell’assistenza e, peggio ancora, della rassegnazione. Dramma che il suo partito non ha mai e poi mai provato ad arginare, opponendosi in ogni modo a qualsivoglia misura pensata per tutelare la nostra manodopera.

“Va tutto bene”, dice Vitta. No, signor ministro, non va bene per niente. A Mendrisio un lavoratore su due è frontaliero, il centro di Chiasso è una serrata continua, la Cantonale da Ponte Tresa a Lugano è una giungla di lamiera, dell’A2 non parliamone neanche. La posizione liberale-radicale sui salari minimi era a difesa del padronato, lo stesso padronato che, mentre veniva difeso a spada tratta dai partiti borghesi, licenziava a tutto spiano lucrando sui salari.

Il PLRT ha tutto il diritto di tenere queste posizioni. Il minimo che ci si aspetta, però, è non sentirsi dire che “Va tutto bene” da chi ha partecipato al silenzio con il quale la politica ticinese ha accompagnato allo sfascio il mercato del lavoro.

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