Air France: come salvarsi il culo

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Di

20151007ticozzi

di Nadia Ticozzi

Ecco cosa succede a nascere con la camicia. Che poi capita che te la strappino di dosso.

Sono innamorata delle immagini dei dirigenti di Air France costretti alla fuga con le camicie a brandelli. Finalmente un venticello di rivoluzione, quella cosa che di tanto in tanto mette mano alla Storia per fare ordine fra gli umani.

Eh, sì. Nella fotografia di Xavier Broseta che fugge l’ira dei dipendenti di Air France scavalcando un’inferriata, senza camicia e sostenuto per il culo da un agente di sicurezza scuro di pelle tutto un mondo. Meraviglioso.

Che squarcio splendido.

Appunto, la camicia.

Ne “I racconti della Kolyma” di Salamov Varlam c’è la descrizione di un medico divenuto ricco prima della rivoluzione bolscevica. Egli si ritrova nel gulag con giusto gli abiti che ha indosso. In realtà, anche quelli durano davvero poco in Siberia. Prima della rivoluzione aveva case a destra e a manca. Come scritto dall’autore (cito a memoria, perdonate le imperfezioni): “ci è voluto l’avvento del comunismo per fargli sapere che nemmeno l’investimento nel mattone è poi tanto sicuro”.

Quindi sì. Trovo che Broseta e Plissonnier (mi piace citare la gente solo con il cognome, fa tanto Scuole medie!) avrebbero dovuto rimanere nudi. Via le scarpe made in Italy e l’orologio svizzero. Via anche i pantaloni e le mutande. Nudi. Perché sappiano. In fondo avrebbero davvero fatto meglio a ridursi lo stipendio. Lo avranno capito?

E poi beh, chiaro, il culo. Una gran fuga per salvarselo e ritrovarsi di fronte a un cancello chiuso. E nessuno che ha le chiavi. Essere costretto a scavalcarlo con l’aiuto di un nero che spero faccia ricordare alla Francia i suoi strascichi storici. Vedi Guyana francese, Antille francesi, Polinesia francese e la Nuova Caledonia.

Non conosco le storie personali di Broseta né quella dell’agente di sicurezza. Non conosco gli intrighi del destino che li hanno portati a quest’incontro, un uomo costretto alla fuga e l’altro che lo deve aiutare dandogli una spinta. Non si tratta di una spinta di quelle che noi tutti si vorrebbe per arrivare finalmente in alto. Il nostro Broseta già ci era arrivato, in alto. No, qui si tratta solo di arrivare in cima al cancello per passare oltre e salvarsi, appunto, il culo.

Hasta la victoria siempre!

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