Campagna elettorale e minacce aliene

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Di

20151011gauro

di Ermete Gauro, già delegato cantonale all’integrazione degli stranieri

Ci risiamo: nuove (o vecchie) minacce minano la nostra autonomia, la nostra identità, la nostra economia, la nostra sicurezza. Dobbiamo stare attenti, dobbiamo premunirci e prepararci a difenderci. Chi sono coloro che ci minacciano così pericolosamente? Forse alieni, forse nuovi o vecchi gruppi terroristici già autori di terribili atti criminali? No, le minacce vengono dal Mediterraneo, dai Balcani, dai frontalieri e dai richiedenti l’asilo.

Me li vedo, i migranti, schierati alla frontiera, armati di tutto punto, magari con i carri armati, pronti a invaderci. Me li vedo, i frontalieri, che ogni giorno vengono a Lugano a lavurà (come nel film “Frontaliers”), ma che portano pericolose armi di distruzione di massa, che occupano la sede della RSI e le redazioni dei quotidiani, e che ci rendono un popolo di schiavi, di disoccupati, di poveri. Ma cosa farebbe la nostra economia senza di loro?

I richiedenti: si tratta di una categoria pericolosa. Sono tutti potenziali delinquenti, che vengono da noi solo per approfittare della nostra benevolenza e magnanimità, per poi fregarci, minacciare la nostra vita quotidiana, mettere in pericolo la nostra incolumità e la nostra identità. Un vecchio servizio di “Falò” (molto bello e imparziale) ha però fatto vedere anche altri aspetti. Ma naturalmente fa più comodo mettere in evidenza solo gli aspetti negativi (che inevitabilmente ci sono).

Quasi tutti si commuovono di fronte a immagini crude di naufraghi, di bambini morti. Quando però arrivano da noi, allora per molti la barca è piena: come facciamo ad accoglierli? E poi sono pur sempre una minaccia. Ma le minacce non vengono piuttosto da un crescente divario tra chi sta bene e chi no, anche alle nostre latitudini? Dalla “disintegrazione sociale”, aiutata da chi diffonde informazioni improntate all’insulto, alle generalizzazioni, ai timori e alle paure che invitano alla chiusura su sé stessi e alla diffidenza? Perché è necessario cercare un nemico esterno, invece di investire nella coesione sociale, nei valori etici fondamentali, nella solidarietà?

La risposta la troviamo in questa significativa citazione:

“…è sempre piuttosto semplice trascinare la gente dove si vuole, sia all’interno di una democrazia, che in una dittatura fascista o in un parlamento o in una dittatura comunista. […] È facile. Si deve solo dirgli che sono attaccati e accusare i pacifisti di mancanza di patriottismo e di esporre il paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in qualunque paese”.

Indovinello: chi è l’autore?

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