Due schiaffoni basteranno

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciImmaginate di avere un figlio adolescente e di dirgli che il venerdì e il sabato sera può uscire con i suoi amici, di fare il bravo e di tornare a casa per l’una, massimo le 2. Immaginate che il figlio adolescente torni a casa alle 4, completamente ubriaco, dopo aver fatto danni in giro. La colpa è vostra, perché gli avete dato il permesso di uscire, oppure del ragazzo, perché non ha saputo sfruttare l’occasione e la fiducia?

È rispondendo con il cervello a questa domanda retorica che si spiega alla perfezione il problema della libera circolazione in Ticino, cioè una grande attestazione di fiducia che il Cantone ha fatto a brandelli deludendo sotto ogni aspetto. Perché è ora di ribadirlo una volta per tutte: il problema non è la libera circolazione, il problema è l’uso che ne è stato fatto da troppe aziende, da troppa politica silente e compiacente, da troppe organizzazioni che hanno pensato a difendere solo i propri interessi, facendoli prosperare sulla pelle dei cittadini.

È il sistema sociale ad aver fallito l’occasione, facendo diventare una conquista come la libera circolazione un problema per il 70% dei Ticinesi che il 9 febbraio 2014 si sono recati al voto. Ma perché è diventato un problema?

Tornate a immaginare di avere quel figlio adolescente. Se gli dite che è libero di far quello che vuole e non lo controllate, non gli date due schiaffoni quando servono, non gli togliete la paghetta quando se la sputtana, quello farà sempre di testa sua. Esattamente come il mondo imprenditoriale ticinese. Se invece questo benedetto figlio lo controllate, lo gestite e lo fate crescere bene con il giusto mix tra libertà e responsabilità, il ragazzo saprà sempre cosa potrà e cosa non potrà fare.

È facile gridare adesso che i buoi sono scappati. In tutti questi anni, soprattutto i primi, chi avrebbe dovuto vigilare dov’era? Al bar?

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