Era un gran politico, una volta

Di

20151013giuseppez

di Giuseppe Z.

faccinaGASgiuseppezEcco qua Sergio sui fatti di Chiasso (poteva mancare?). Ci dice che lui di statistiche sulla criminalità non ne vuol sentire. Ci dice che lui sente la gente, ci dice che la gente ha paura. E allora ci fa una sfilza di proposte per sistemare il problema criminalità. Che lui è certo che esiste, prendendo un singolo fatto di sangue e dicendo che i professori che ne parlano non capiscono niente.

Ed ecco il suo rivoluzionario elenco di misure, figlio di un secolo di innovazioni criminologiche…

  1. Migliorare la presenza sul territorio.
  2. Collaborare ancora meglio con gli Italiani.
  3. Applicare la legge con fermezza.
  4. Monitorare meglio certe comunità straniere.
  5. Prendere sul serio mafia e ‘ndrangheta e pretendere che anche a livello federale la legislazione sia adattata sulla falsariga di quella italiana per poter perseguire l’associazione a delinquere di stampo mafioso.
  6. Informare la popolazione con compiutezza su come rendere più sicuro il proprio territorio.
  7. Cercare la collaborazione con i cittadini (e non sto parlando di ronde, sto parlando di occhi aperti e di aiutare la polizia).

Vi prego, non sorvolatelo, leggetelo sul serio. E poi indignatevi.

Indignatevi perché, se è vero che abbiamo un Leghista incapace al governo, è pur vero che il Ticino ha dei poliziotti e dei procuratori che si impegnano quotidianamente per garantire la nostra sicurezza. E il buon Sergio ci sta dicendo fra le righe che i nostri poliziotti e i nostri procuratori cantonali e federali, che rischiano ogni giorno la vita,

  • non cercano la collaborazione, non sono sul territorio, non informano la popolazione,
  • non tengono gli occhi aperti, non prendono sul serio la mafia, non sanno applicare le leggi,
  • non monitorano le comunità straniere (che brutta cosa usare la parola “certe”, caro Sergio, come per affermare che ci sono antropologicamente persone più delinquenti di altre, e infatti la polizia le comunità non le monitora, ma ci parla – anche se tu non lo sai – così come fanno le commissioni per l’integrazione, ma purtroppo non tutta la criminalità è eliminabile, ma questo perlomeno un letterato come te dovrebbe saperlo),
  • non collaborano con gli Italiani (sebbene sappiamo bene che lo scambio con i procuratori della Repubblica è ampio e proficuo).

Da un lato c’è Sergio, dall’altro c’è la realtà. Chiaramente Sergio di questo si dimentica.

La politica serve a migliorare la realtà, anche dicendo cose scomode. Sergio non le dice, mai. Lui fa bene attenzione a non schiacciare i piedi a nessuno. Non dice che bisognerebbe smettere di risparmiare sulle inchieste, non dice che la Lega ha delle colpe gestionali, non dice che ci sono fior di politici borghesi che hanno il sentire etico sotto le scarpe, non dice che l’omertà nasce prima di tutto dal proprio tornaconto di cittadini conniventi, di solito potenti. Altro che buonismo.

Chissà, forse anche Sergio pensa le cose che stiamo scrivendo noi qua. Ma lui non le scrive. Tutto quello che fa è inveire in base a quanto conviene per far notizia. E chiedere di “tenere aperti gli occhi”.

Triste, perché era un gran politico, una volta.

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