Gli ometti nella testa di Alessio

Di

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di Carol Bernasconi

faccinaGASbernasconiQualche giorno fa sono andata a vedere il film di animazione “Inside out”, che parla delle emozioni che abitano nella nostra testa e guidano la nostra vita.

Ecco, mentre guardavo lo schermo immaginavo questi ometti dentro la testa di Alessio che si davano il cambio alla centrale operativa. Perché Alessio è così: un concentrato esplosivo di emozioni che molto difficilmente riesce a contenere.

Lo riconosciamo subito quando è felice, perché si trasforma in un piccolo canguro. “Alessio, come mai quando sei in campo saltelli?”. “Ma papà! È la mia felicità che mi fa saltellare!”.

Se Rabbia prende il comando, sono guai invece: gira per casa rosso in viso, coi pugni chiusi, pestando i piedi e urlando “Smettila di decidere sempre della mia vita!” oppure “Non è facile essere un bambino, non è bello andare in castigo, dovresti andarci tu!”.

Diventa serio quando si vergogna di qualcosa o qualcuno, soprattutto di me. “Dai, mamma, prenditi sul serio”, mi ha detto l’altro giorno, cercando di farmi smettere di ridere. Il risultato è stato farmi ridere ancora di più, così mi ha lanciato uno sguardo misto tra lo sconforto e la disapprovazione.

Lo stupore lo fa scoppiare a ridere forte, di gusto. Gli occhi si illuminano di quella luce che hanno i bambini quando si meravigliano ancora del mondo, quella luce che dovremmo riscoprire anche noi adulti. Il suo stupore a volte sconfina in argomenti di cui farei volentieri a meno: “Mamma, vieni a vedere presto! Ho fatto la caccona più grande che potessi fare, ha addirittura due gobbe!”.

Ma è l’Amore il sentimento che lo guida per la maggior parte del tempo. Amore per la sua famiglia, per il cibo, per i suoi amici, per la sua fidanzata… per la vita in generale: “Mamma, sei preziosa, allacciati la cintura di sicurezza”.

Quando si rifugia tra le mie braccia e dice: “In questo nido mi sento tranquillo”. Quando sposta i capelli dietro alle orecchie alla sua fidanzatina e le accarezza la schiena. Quando corre incontro al suo papà che torna dal lavoro.

E, fino a quando sarà guidato dall’Amore, sapremo di aver fatto qualcosa di buono.

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