Il popolo in bocca come una patata

Di

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di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniEd eccoci al ballottaggio. Saranno presenti coloro che rischiano di farcela: Abate, Lombardi, Ghiggia. E chi spera di capitalizzare qualche voto in più per il proprio schieramento: Malacrida E chi, unto dal popolo, ha deciso di andare a rompere le scatole per l’ultima volta alla Sinistra. Legittimo, per l’amor del Cielo: la politica non è mica il ballo delle debuttanti.

20151027mordasini6a 20151027mordasini5a 20151027mordasini4a 20151027mordasini3a 20151027mordasini2aSavoia, dopo aver messo in scena la farsa della richiesta ai suoi elettori se doveva andare al ballottaggio, ha sciolto le riserve: ci andrà. Fregandosene bellamente di questi ultimi, che si dividevano tra un “vai, hai il mio voto”, un “fermati” e un corposo “aiuta Ghiggia”. Eh sì, perché dopo anni di stillicidio, come volevasi dimostrare, il popolo che segue Savoia è ormai prevalentemente leghista o simpatizzante di Destra.

L’ultimo atto, prevedibilissimo, di Savoia, dopo aver segato in due il suo partito e aver lasciato i trucioli per terra, è l’ennesimo sgarbo ai socialisti, togliendo loro anche la dignità di quel 3% che probabilmente avrebbe votato a Sinistra per il ballottaggio. E lo avrebbe fatto in barba alle faide e agli schieramenti, convinto che votare a Sinistra avrebbe favorito le istanze ambientali più che votare Ghiggia, non proprio profilatosi come un amicone dell’ambiente

Forse non molti ricordano che, prima dell’arrivo di Savoia, verdi e socialisti andavano d’amore e d’accordo, mentre dal suo avvento è entrata in gioco una faida sanguinosa e vendicativa che, nonostante ricambi e tentativi di riconciliazione, non ha visto requie.

In realtà Savoia a Berna non ci è mai voluto andare. La sua candidatura serviva a spezzare per l’ennesima volta una probabile alleanza. La prova sono le sue dimissioni a 10 giorni dal voto. Quale presidente di partito responsabile avrebbe fatto una cosa del genere? È malato? Ma ciò non gli impedisce di andare allegramente al ballottaggio.

E poi le condizioni… Immaginate Montagna Viva che si allea col PPD e Germano Mattei che pretende di rappresentare tutta l’area democratico cristiana: puro delirio.

Ora assisteremo all’ennesima puntata di questa faida, che non guarda al bene degli elettori ma si ciba unicamente di un ego smisurato e refrattario a dubbi etici.

Attendiamo Savoia al varco. Scommettiamo che in breve tempo uscirà dai Verdi e creerà un suo movimento (chiamiamolo “Savoia o muerte”) e che guarda caso si alleerà coi Verdi, che nel frattempo avranno un presidente dell’ala savoiarda (Merlo o Gianella). Pronto per il Municipio della grande Bellinzona: 40 mila abitanti e un territorio più grande di Lugano.

Ma forse questa è solo fantapolitica. E Sergio resterà umilmente nei Verdi cercando di ricostruire quello che aveva distrutto.

Nemmeno voi ci credete, eh?

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