La memoria corta di Piero Marchesi

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Di

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di Marco Narzisi

Piero Marchesi, dell’UDC, ha sicuramente la memoria corta. Vogliamo pensare che sia proprio questo il motivo per cui parte in tromba con i sermoni sull’integrazione che non funziona a proposito dell’albanese naturalizzato svizzero che festeggia la qualificazione della Nazionale delle Aquile all’Euro 2016 (a proposito: complimenti per la grande sorpresa) sparando col fucile in aria. Probabilmente a Marchesi è sfuggito, o non si ricorda, che il loro compianto e caro alleato, Giuliano Bignasca, utilizzava lo stesso pittoresco modo di festeggiare in seguito a una vittoria elettorale, esplodendo colpi al cielo dal balcone di casa sua.

20151012narzisi3Però viene molto da pensare nel momento in cui lo stesso Marchesi evita con estrema cautela di rispondere a chi, come il sottoscritto, gli riporta alla mente questo episodio chiedendogli cosa pensa al riguardo: se il problema è che si spari in aria in sé o se dipende dalla nazionalità del tiratore. E viene ancor più da pensare nel momento in cui, dopo aver chiesto per l’ennesima volta una risposta sull’argomento, si viene semplicemente bannati, bloccati, oscurati.

Ma su, non stiamo sempre a pensare che loro siano i cattivoni. Non stiamo a pensare che la domanda possa averlo messo in imbarazzo. Sicuramente Piero Marchesi era troppo impegnato a salvare la Nazione per occuparsi di fatti di gossip. O forse ci ha voluto risparmiare la risposta che sarebbe stata forse crudele ma sicuramente onesta e sincera: se lo fa un naturalizzato non va bene, se lo fa un ticinese Doc è un bel modo di festeggiare.

Mi mancherà, Marchesi: mi spiace non poter più leggere le sue brillanti deduzioni sull’integrazione.

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