Ma cosa dovrebbero pensare a Berna?

Pubblicità

Di

20151001santerre

di Santerre

Norman Gobbi si è incazzato e ha affermato urbi et orbi che sul fisco Berna deve abbandonare il dialogo con Roma perché è un dialogo inutile. Soprattutto perché l’accordo sull’imposizione fiscale dei frontalieri non tiene conto delle richieste del Ticino. Gobbi, invece che prendersela, dovrebbe farsi una semplice domanda: “Perché a Berna, sistematicamente, il Ticino e la sua opinione non contano niente?”.

Per un momento fingiamoci Eveline Widmer-Schlumpf o Mario Gattiker e guardiamo alla situazione.

Partiamo dal 9 febbraio: il popolo con una maggioranza di neanche 20 mila schede approva l’iniziativa dell’UDC e dal giorno dopo i partiti di Destra iniziano a far pressioni sul Consiglio federale perché venga attuata. La loro posizione cambia ogni settimana: “Stop all’immigrazione”, “No, vabbe’, anche la clausola di salvaguardia andrebbe bene”, “No, niente clausola, fermiamo tutto perché c’è un’invasione”, “E i frontalieri!”, “Chiudiamo le frontiere!” Davanti a tutto ciò, sacromondo, cosa dovrebbero pensare del Ticino a Berna?

Continuiamo coi frontalieri. Il Canton Ginevra ha ragionato da par suo, mettendo i disoccupati in cima alle liste di collocamento e rivolgendosi ai frontalieri solo nei casi in cui, fra questi disoccupati, non si trovino i profili necessari. A Basilea i frontalieri sono fondamentali come – spiace dirlo – in tutta la Svizzera. In Ticino, però, se una candidata come Michela Ris osa sostenerlo si prende della “puttana” dai soliti leoni da tastiera. Che chissà mai cosa voteranno. Davanti a tutto ciò, sacromondo, cosa dovrebbero pensare del Ticino a Berna?

Sono quattro anni e mezzo che in Consiglio di Stato il Ticino ha due Leghisti. E sono quattro anni e mezzo che sui frontalieri non è stato fatto assolutamente niente. Si è pensato al casellario giudiziale, giusto per mostrare i muscoli, mica a copiare il Canton Ginevra. Davanti a tutto ciò, sacromondo, cosa dovrebbero pensare del Ticino a Berna?

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!