Minchiate sull’ASIB

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20151022bussani

di Alessandro Bussani

Quale membro del comitato cantonale dell’Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB) mi pare inevitabile intervenire, beninteso a carattere personale e non a nome dell’associazione, in merito a un articolo apparso su una prestigiosa testata on line locale.

In questo pezzo di alto giornalismo si intervista l’ex presidente dell’ASIB, da ora in poi denominato semplicemente “Ex”, il quale spara raffiche di letame sia sull’ASIB, da lui definita morta, sia soprattutto sul suo presidente.

Also sprach l’Ex: quando c’era lui, che riecheggia vagamente un altro “lui”, i soci erano più di 4’000 mentre ora son ridotti a 700. L’Ex omette però di dire che nel 2008 chiuse di sua iniziativa l’ASIB Ticino, come si fa con un bar, e che fu proprio l’attuale presidente insieme ad altri membri (io mi aggiunsi due anni fa) a far rinascere il comitato locale. “Se avessi ripreso in mano io l’associazione ora i soci sarebbero almeno 12’000!”, pare far intendere l’Ex. Ha da ritorna’ Baffone eccetera eccetera.

L’Ex spiega che l’attuale comitato dell’ASIB ha tappetinescamente subito le conseguenze degli accordi Svizzera-Italia, Svizzera-Stati Uniti, Svizzera-Resto del mondo, senza avanzare critiche al riguardo. Pare proprio che l’Ex non si informi su quello che si dibatte in sede ASIB, né cantonale né federale. Infatti l’ASIB ha espresso ripetutamente in molte sedi, e con forza, la sua fortissima preoccupazione riguardo agli effetti deleteri degli accordi sulla piazza finanziaria svizzera e soprattutto – ciò che sta più a cuore all’ASIB – i pesantissimi contraccolpi in termini di riduzione del personale. Molti soci dell’ASIB sono convinti che tali accordi, contrariamente a quanto sostenuto dal governo federale (“stretti obtorto collo”, “non avevamo altra scelta” eccetera), in realtà avrebbero potuto essere conclusi in modo perlomeno più onorevole. Personalmente li ritengo una vera chiavica.

L’accordo tra Svizzera e Italia è completamente sbilanciato a favore delle banche italiane, un vero e proprio atto di protezionismo neanche tanto occulto, alla faccia della libera concorrenza. Quello tra Svizzera e Stati Uniti è una vera offesa al diritto penale federale che ha offerto in pasto agli statunitensi migliaia di nomi di bancari, spesso dati a casaccio, di fatto pronti per essere impallinati senza alcuna rete di protezione giuridica. A questo proposito – ma certa stampa ben si guarda bene dal farlo rilevare – sono in corso alcune cause bancarie e l’ASIB, dato che secondo l’Ex non fa un cazzo, offre assistenza attiva ai soci coinvolti.

L’Ex vede il presidente dell’ASIB Ticino più impegnato a fare il portaborse del PLRT che a sbattersi per gli associati. Il presidente sa difendersi benissimo da solo e non spetta quindi a me farlo, ma evidentemente sfuggono alla memoria dell’Ex l’attività dell’ASIB Ticino negli ultimi anni. Tra i piani sociali spicca quello concluso per la BSI, col Palazzo dei Congressi gremito dai dipendenti che hanno approvato in toto l’operato ASIB-Commissione del personale. Tra le altre iniziative dell’ASIB, giusto per fare un esempio, sfugge alla memoria dell’Ex l’incontro organizzato un anno fa all’Hotel Dante, presenti gli esponenti di tutti i partiti, giusto per ricordare che l’ASIB non affianca politicamente nessuno e che annovera tra i suoi associati simpatizzanti o iscritti di tutti i colori politici.

Resta chiaro che spetta solo agli associati giudicare l’operato del comitato dell’ASIB. Quindi, se questi lo giudicano carente, poco efficace, inconcludente, hanno il diritto in qualsiasi momento di mandarci via a legnate, sempre e solo virtuali – si spera – e di sostituirci con persone ritenute da loro più all’altezza della situazione. Ma in realtà l’Ex ha il diritto di pensare e di sparare tutte le minchiate che vuole, ci mancherebbe. Redazionalmente la prestigiosa testata aveva però il dovere di verificare giornalisticamente “sul campo” quanto espresso dai suoi intervistati, cosa che evidentemente l’autore dell’articolo, tale MS, ha ritenuto essere una perdita di tempo. In merito alla foto in testa all’articolo poi non è neppure degna delle Bibbie del Gossip quali “Chi” o “Novella 2000”, riviste che sanno gossippare in modo sempre squallido ma tecnicamente molto meno grezzo.

In sintesi non stiamo parlando di cattivo giornalismo o di spazzatura mediatica, ma di vero e proprio nulla pneumatico. Qual è il valore informativo di questo esercizio di pseudo giornalismo? Nulla, appunto.

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