“Non vogliamo esser serviti da un negro”

Di

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di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniCi sono storie che fanno male, che ci fanno ricordare l’apartheid. Ci sono storie che però finiscono bene, perché alcuni di noi hanno capito di avere solo fratelli, colleghi, amici.

Di una di queste storie è protagonista Lara, di un bar nel centro storico di Montagnana, 10 mila anime in provincia di Padova. Come sappiamo, il Veneto è un feudo della Lega e purtroppo non è una delle regioni italiane più tolleranti non solo con gli immigrati, ma anche con le persone di colore.

Lara e il suo collega sono camerieri entrambi. Non sappiamo il nome di lui, il riserbo intorno alla storia è dovuto anche a un comprensibile pudore. Chiamiamolo Gianni. Gianni è cameriere: serve le persone nel bar, macina chilometri portando crodini e caffè lisci. Come tante altre persone, si guadagna onestamente la pagnotta. Ma Gianni, pur essendo nato in Italia, è dannatamente nero. Mica ti può sfuggire. Magari parla anche con un accento regionale, come Balotelli

Ed è così che una coppia di anziani seduti al bar lo apostrofa in malo modo: “Non vogliamo essere serviti da un cameriere di colore”. Così riferisce “il mattino di Padova”. Noi possiamo invece immaginare i due nonni che in dialetto veneto sono molto meno gentili. E immaginiamo la faccia di Gianni, la rabbia e il dolore di vedere il tempo correre vorticosamente indietro ai tempi in cui negli autobus i negri si sedevano in fondo.

Ma qui interviene Lara, diventata suo malgrado eroina dell’antirazzismo, che apostrofa i due vecchi: “Potete pure andare via, qui non serviamo clienti razzisti”. Semplice e pulito, senza sbavature. Tu non vuoi Gianni? Noi non vogliamo te.

Lara e la sua piccola ribellione corrono in fretta sul web, fino a uno dei siti che si occupano di Padova. La solidarietà e l’empatia coprono Lara e Gianni come una calda coperta, perché non c’è niente come la solidarietà della gente per farti star bene. Raggiunte col passaparola, alcune persone decidono di incontrare Lara e vanno al bar con mazzi di fiori e un biglietto: “Perché il coraggio e l’umanità non debbano mai mancare”.

Le foto fanno il giro della rete e questa umile storia arriva fino a noi. Lara non vuole pubblicità, perciò non sappiamo nemmeno il nome del bar. Vorrei solo che anche noi, tutti quelli che la pensano come Lara, le regalassero un fiore virtuale. Così che la coperta si trasformasse in un meraviglioso prato fiorito.

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