Pierre vs Marco: la vera storia

Pubblicità

Di

20150929mordasini

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniQuello che dicono i giornali o i diretti interessati spesso non è la verità. O, almeno, non è tutta la verità. Per questo ci siamo noi del GAS, a volte pettegoli ma tanto curiosi.

Pierre Rusconi e Marco Chiesa, amici per la pelle fino a ieri, adesso sono ai ferri corti e ci manca poco che non scorra il sangue. “Con Chiesa zero rapporti: evidentemente è dispiaciuto che non gli ho lasciato il posto. E se arriva secondo resto a Berna per quattro anni di sicuro”: così celia Rusconi schiaffeggiando verbalmente quello che fino a ieri era il suo delfino. Ma andiamo con ordine…

Pierre, negli anni, per tenersi buono Marco ha sempre promesso che sarà lui il suo successore a Berna. Pierre avrebbe dovuto lasciare già tre anni fa, azione giurata e spergiurata più volte, ma mai mantenuta. In questi anni Marco (nell’UDC si chiamano per nome, perché sono tutti amici) è sempre stato un fedele alleato e gregario di Pierre, senza mai contraddirlo. Pierre, che alle recenti Cantonali lo ha guidato a schiantarsi contro la Lega come un U-boot (vedi Lugano), sembra lo abbia sempre fregato, riducendolo pian piano a uno straccetto da pavimenti. Pierre, come sappiamo, è uno che si ama molto e tende a fare terra bruciata intorno a sé. Con l’aiuto di Marco, in questi anni ha sempre tenuto sotto controllo il partito, facendo scappare tutti gli indesiderati.

In questo giochetto, Marco era un perfetto soldatino: chiunque osasse andare contro Pierre veniva segato senza pietà. Non per nulla è stata creata “La Destra” per le Elezioni cantonali. Tattica suicidale che ha regalato all’UDC Pamini e Morisoli, facendole perdere due seggi. Pierre è sempre l’artefice dell’arrivo dell’improponibile Tuto Rossi, l’uomo che nemmeno una banda di tagliagole vorrebbe come compagno di viaggio. Questa tattica (o piano, chiamiatelo come volete) ha ridotto il partito ad avere un granconsigliere in più dei Comunisti e lo stesso numero di consiglieri comunali a Lugano.

Ora, dopo un sondaggio che vede l’UDC vincente (solo perché a rimorchio del partito nazionale), Pierre si è rimangiato di nuovo la parola con Marco. Possiamo riassumere in poche parole il concetto: a Berna vado io e tu stai a casa. Perché? La filosofia è quella del marchese del Grillo: “Mi dispiace, ma io so’ io, e voi non siete un cazzo”.

Marco, che non era mai intervenuto contro il suo fido alleato, si è ormai reso conto di essere solo l’ultimo di una lunga serie di gabbati e ha trovato il pretesto (peraltro debole) per attaccarlo sulla caccia. Ci chiediamo dove fosse Marco quando Pierre diceva che la sua cara Svizzera è un paese di merda, mettendosi contro i contadini, tradizionale bacino dell’UDC. Ma Marco allora credeva ancora alla promessa che l’altro gli avrebbe lasciato la cadrega a Berna, quindi stava zitto e allineato.

Marco resterà dunque a macerare in Ticino in attesa dei suoi 15 minuti di celebrità, sperando che a Pierre venga un balordone e gli si liberi il posto.

In tutta questa storia latita Pinoja, che probabilmente crede di essere il presidente del golf club di Attinghausen invece che dell’UDC. Siete sicuri di voler votare per questa gente?

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!