Se sei mongolo, resta in cucina

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di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniQuand’eravamo piccoli non sapevamo nemmeno cosa fosse la sindrome di Down. C’erano i mongoloidi, che noi chiamavamo “mongoli”. Usavamo quell’epiteto naturalmente. Mongolo era lo scemo, il tonto, quello che non riusciva a fare le cose. “Sei proprio un mongolo” era come dire “Sei scemo” o “Sei idiota”.

C’è voluta tanta sofferenza, ci sono voluti anni, anzi decenni di “buonismo” per far capire quanto possa far male sentirsi chiamare mongolo, e quanto faccia male a una madre o a un padre. Ci sono voluti decenni dello schernito politically correct, che certa gente a Destra dileggia, insieme all’aggettivo “buonista”, per ridare dignità a queste persone con un cromosoma in più. Una differenza nel bagaglio genetico che li rende visibili e identificabili.

Oggi molto è cambiato. O forse no, come diciamo sempre. Forse questa dignità è solo una crosta cresciuta sopra la barbarie. Come a Ferrara, in un asilo di periferia con un assistente Down, formato per quel compito. Una madre decide di ritirare la figlia dall’asilo: non vuole che l’assistente interagisca con la bambina. Nella marea di polemiche, lo squallido commento di Massimo Masotti, vicepresidente dei medici a Ferrara, forzaitaliota con simpatie fasciste:

“I Down vanno bene in cucina, a fare giardinaggio… ma a cambiare bambini di pochi mesi proprio no: questa è platealità e cialtroneria.”

Ecco, con la caccia allo straniero e all’omosessuale di questo ventennio tragico e privo di empatia, ora abbiamo anche i disabili, emarginati come nel regime nazista e “terminati” per la loro sfortuna. Grazie, Forza Italia. Grazie, Lega. Grazie alla vostra violenza, alla vostra triste arroganza di gente senza sentimenti. Grazie per le donnine in tv mostrate come oggetti. Grazie per aver sdoganato fascisti e mostri notturni che pensavamo morti. Grazie per averci fatto capire che eravate nascosti ma non scomparsi.

Qua se c’è un cialtrone sei proprio tu, Masotti. Se fosse per gente come te, quella ragazza all’asilo sarebbe ancora “la mongola” da sbeffeggiare e tenere nascosta. Bene, allora noi siamo fieri di esser buonisti. Meglio buonisti che fascisti.

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