UDC: ma sai cosa voti?

Di

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di Bruno Samaden

Immigrazione, immigrazione e ancora immigrazione: agli Svizzeri sembra non interessare altro, a guardare il voto del 18 ottobre. Ed è un grande, grandissimo errore.

Chi ha votato UDC – è pacifico – lo ha fatto spaventato dalle migrazioni in atto e perché teme un’invasione sul suolo elvetico. Le statistiche finora smentiscono questo pericolo, ma basta vedere certe reazioni sguaiate allo studio dell’IRE sul mercato del lavoro in Ticino per notare come la statistica e la scienza nulla contino di fronte al bercio. Ma chi ha messo la crocetta sul simbolo del partito di Brunner sa, in definitiva, cosa ha votato?

Il PIL, il turismo e l’economia tutta stanno soffrendo la decisione, presa dalla Banca Nazionale in gennaio, di abolire la soglia minima tra franco ed euro. Davanti ai licenziamenti in Ticino come in Svizzera tedesca, alle delocalizzazioni, ai ricatti ai lavoratori, al calo dell’export in ogni settore, finora qual è stata la reazione dell’UDC? Chi ha votato UDC lo sa?

Pare che i Democentristi abbiano sfondato soprattutto grazie al voto delle donne. Queste donne, oltre ad aver una paura matta di un siriano in fuga dalle bombe, conoscono le idee della Destra sulla riforma delle pensioni, soprattutto la parte che le riguarderà da vicino, al vaglio delle Camere?

Gli elettori dell’UDC in Ticino come in Romandia (dove, in Canton Friburgo, pur di fermare il presidente del PSS Levrat, agli Stati hanno cambiato cavallo tra il primo e il secondo turno) sono a conoscenza del pensiero di Brunner e compagnia riguardo alle misure di accompagnamento?

Sono domande di cui farebbe piacere sapere le risposte. Se non altro per ridere in faccia a quelli che, dopo aver votato UDC, passeranno quattro anni a lamentarsi. E ce ne saranno.

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