A cosa servono i muri e le barricate?

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Di

20151117voxdi Vox on The Box

Venerdì 13 novembre 2015 verrà ricordato per la strage di Parigi. La paura irragionevole del numero 13, la triscaidecafobia, è stata fomentata da un gruppetto di terroristi che in nome di Dio ha ucciso e ferito decine di persone.

C’è chi ha manifestato la sua tristezza, la sua paura, il suo smarrimento e la sua incredulità. Altri, invece, hanno urlato di armarsi e partire, di chiudere le frontiere, di alzare muri e torrette militari. Non voglio dilungarmi sullo sfruttamento politico di questa tragedia – ci pensano già altri -, voglio però dare qualche spunto a chi pensa che la “chiusura” gli possa garantire la sicurezza e il tenere fuori portata i terroristi. Il punto di partenza è il seguente: l’ISIS riesce a reclutare persone insospettabili che sono nate, cresciute ed educate in Paesi occidentali, con passaporti europei, figli di migranti di seconda e terza generazione.

Grazie ad internet l’ISIS si è diffusa tra le masse come un virus informatico. Vi ricordate il terrorismo in Germania, Irlanda e Italia? Usavano dei fogli ciclostilati, chiamavano da cabine telefoniche pubbliche e quando colpivano lasciavano un foglietto e il dubbio che fossero stati loro. I seguaci erano alcune decine, a volte centinaia di persone. L’ISIS invece, per le esecuzioni e la propaganda del Califfato, studia i dettagli, registra in alta definizione e il video è caricato nella rete in pochi minuti. Il filmato è a disposizione di tutti, migliaia di persone vengono raggiunte, di conseguenza c’è sempre qualcuno che si schiera con loro. Assurdo ma vero, ci sono ragazzi che già alle Scuole medie si scambiano questi filmati senza rimanere scioccati, alcuni si esaltano pure guardando una decapitazione.

Centinaia di persone possono essere reclutate per esaltazione dall’esterno e altrettante sono reclutate all’interno, chi per opportunità e chi per salvare la propria vita. Ora immaginiamo di mettere un muro, di chiudere le frontiere e non lasciare più passare nessuno: qualcuno ha il buon senso di pensare che questi non raggiungeranno più i loro obiettivi? Una volta tutti i valichi erano occupati, c’erano più agenti, c’erano i controlli sistematici al confine. Eppure in quegli anni c’erano rapine (di cui alcune con morti e feriti), entrate illegali, furti, traffici di droga e chi ne ha più ne metta.

Torniamo al presente. Il confine tra Messico e USA è di fatto militarizzato, ma nonostante questo quante persone lo attraversano ogni giorno illegalmente? Quanti quintali di droga e di armi vi transitano? Israele è uno Stato militare praticamente invalicabile, quanti attentati ha subito? La Russia quanti attentati ha subito? Gli USA effettuano i controlli sistematici all’ingresso, quanti attentati hanno subito? I Servizi segreti di questi Stati quanti attentati sono riusciti a prevenire? Le risposte sono visibili a tutti, non fingiamo di non vederle. I muri e le barricate non servono a nulla, la storia insegna e continuerà a farlo.

Finendo, ultima domanda: la Svizzera è da sempre una nazione di transito e di accoglienza, quanti attentati ha subito dalla gente che ha ospitato?

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