Alessio e il basket

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Di

20151030Bernasconidi Carol Bernasconi

Nella mia famiglia siamo tutti sportivi. Mio papà è un campione di hockey e un bravissimo ciclista. Il mio fratellone è il portiere di calcio più bravo del mondo. Mia mamma è la campionessa di salto in lungo sul divano, la recordwoman di “metto il pigiama” e la medaglia d’oro dell’ozio. Io invece ho scelto il basket.

Un giorno ho detto “voglio fare anch’io uno sport “, così la mia mamma e il mio papà hanno detto che ormai ero abbastanza grande per scegliere. E io, ripeto, ho scelto il basket. Quando l’ho detto mi hanno guardato un attimo in silenzio e poi mi hanno chiesto “Il basket? Sei sicuro? Ma sai almeno cos’è?” Eh… ma quante domande! “Certo che lo so! Bisogna fare goal nel canestro con la palla!” E così è iniziata la mia avventura.

La mamma mi ha portato in palestra, c’erano tanti bambini, tante palle e le mie due allenatrici. La mia mamma dice sempre che sono due sante… All’inizio ai miei amici dico che gioco nei Chicago Bulls, ma poi la mia mamma mi spiega che non è vero. Ho solo un problemino, non riesco ad andare agli allenamenti da solo, ho bisogno della mia mamma seduta a guardarmi. Una volta ha provato ad andare a fare la spesa, ma io non volevo, così le ho detto “Vieni a provare la felicità di vedermi giocare, ci saranno anche dei timeout!”

Il basket è facilissimo! Palleggiare? Lo so fare. Se poi la palla me la faccio rimbalzare su un piede, quella mi scappa fuori dalla palestra e ci impiego dieci minuti per riprenderla, che colpa ne ho io? Passare ai compagni? Niente di più semplice. Solo che a volte la palla sembra superscottabile e allora io la lancio dove capita. E poi non capisco bene una cosa… Ma perché tutti corrono sempre al contrario di me? Troppo faticoso questo su e giù… Così ho preso una decisione: io faccio il portiere. Di basket. Mi metto sotto il canestro, chiudo la rete con le mani e non faccio entrare la palla. Sono un genio! Poi sento la mia allenatrice che mi dice qualcosa…ma non capisco.

E la mia mamma? Mi sta guardando con una faccia strana, chissà come mai. Che c’è mamma? Io in fondo mi sto divertendo. Ho tempo per diventare un campione.

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