Comando io!

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Di

animalidi Candy Candy

A casa mia comando io! Sicuramente a casa vostra comanda vostra moglie, vero?

Vi starete domandando come cavolo faccio, vero? Semplice. Mettetevi comodi che ora ve lo spiego.

La nostra è una famiglia tipica ticinese: genitori e due figlie adolescenti. Io non mi alzo mai per primo. Quando sento che qualcuno si sveglia però subito mi alzo per controllare ciò che sta facendo, mi dirigo a controllare il tutto in incognita perché io comando e devo avere il controllo su tutto quello che accade!

Non dico nulla: zitto zitto mi avvicino e osservo. La porta del bagno si chiude. Succede sempre così. Io no, appena mi alzo io non mi chiudo in bagno, come sicuramente fate anche voi.

Mi gratto un po’ la testa e poi, non aspetto nessuno! Mangio! Comando io e faccio ciò che voglio in questa casa! Voi cosa fate invece? Apparecchiate la tavola e iniziate a preparare il caffè per vostra moglie o magari glielo portate pure a letto? Ma siete matti! Non si fa così! Imparate!

Dopo aver mangiato tutto quello che riesco a trovare, giro per la casa e controllo che tutto sia in ordine, aspettando che si sveglino anche gli altri.

Il tempo trascorre in fretta e man mano che tutti si svegliano la prima cosa che fanno è venire a salutarmi. Come un rito. Senza di me non possono stare, mi adulano. Io sono l’orgoglio della famiglia.

Tutte le mattine la stessa storia: litigano per entrare per primi sotto la doccia. Non li capisco proprio: che bisogno c’è di far tutto quel baccano per lavarsi, per pettinarsi e per truccarsi? Sarà perché io sono maschio, ma non ho bisogno di tutte quelle smancerie. Quando mi sveglio sono già bello di mio. E me ne vanto.

Sono le otto e finalmente tutti son pronti per andare a scuola o a lavorare. A uno a uno mi salutano di nuovo con le loro borsettine e i loro zainetti griffati. Che bisogno c’é di spendere tutti quei soldi in vestiti e accessori firmati? Ve lo chiedete pure voi, vero? Beh, in fondo spendono i loro soldi, io non li mantengo mica. Anzi, sono loro che mantengono me.

Ecco, ora sono rimasto solo. Fantastico! Ora mi sdraio davanti al caminetto e mi rilasso. Non faccio nulla. È inverno e fuori fa freddo. Ma figuriamoci se vado a lavorare, io! Comando io, lo avete dimenticato?

Lo so che in questo momento mi starete già giudicando. Anche se non vi sento, immagino i pensieri maligni che vi passano per la mente. Ma sì, giudicatemi! Giudicatemi pure! Si fa presto a giudicare gli altri. Lo fate ogni giorno, con tutti. Certo è facile.

Ora però i spiego perché comando io. Io posso comandare perché non giudico gli altri. Io non giudico nessuno. Vivo la mia vita, in silenzio, senza recare dolore a nessuno. Posso avere le mie idee, a volte diverse da quelle degli altri, posso non capire o non essere d’accordo con le scelte degli altri, ma non giudico mai perché qualcuno la pensa diversamente da me, non giudico neppure le persone per il loro modo di essere diversi da me, possono essere bianchi, neri, buddhisti, cristiani, chemmimporta, io non li giudico.

Io sono fatto così, sono bianco e nero e comando io. Perché non giudico mai nessuno. Al massimo miagolo.

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