Da dove ripartire?

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Di

FRANCIAdi Jacopo Scarinci

Hanno colpito uno stadio, un ristorante, un bar, un teatro. Il disegno, in questa tragedia, è semplice: vogliono farci paura, vogliono combattere le nostre abitudini, i nostri valori, il nostro modo di vivere.

L’Occidente che oggi, tramortito e ferito, sta provando a raccapezzarsi dopo il bagno di sangue della scorsa notte è ancora Occidente? Ha ancora un’identità dalla quale ripartire? Ha una coesione politica, sociale e culturale sufficientemente forte per far blocco contro l’avanzata del terrorismo islamico e far fronte al fanatismo?

Alcuni in Francia vorrebbero chiudere le frontiere quando le serpi le hanno in seno, nate, svezzate e cresciute nella stessa République che spesso ha escluso questi figli minori, li ha confinati nelle periferie, non ha dato loro un’istruzione sufficiente a resistere al fascino di certi imam e a certi richiami. Soprattutto se sono richiami dipendenti dal flusso incessante di soldi e appoggi anche dell’Occidente tramortito di cui sopra: ricordate la foto dell’ex candidato alla Casa Bianca John Mc Cain tutto sorridente assieme ad Al-Baghdadi, pezzo grosso dell’ISIS, vero? Ecco, bene.

Da dove ripartire, quindi? La Francia dai suoi valori secolari, repubblicani, laici, democratici. Magari accompagnando a Voltaire, Tocqueville e Montesquieu qualche saggio contemporaneo di Zemmour, Onfray o Finkielkraut, senza dar loro dei fascisti, provando a capirli. Provando a sentire anche la loro campana, che non è xenofoba né conservatrice: è un punto di vista, neanche tanto avulso dalla realtà, sullo sfascio cui l’Occidente è andato orgogliosamente incontro.

Noi, invece, ripartiamo non cedendo mai alla paura, continuando ad andare allo stadio, alla pista di hockey, ai concerti, agli spettacoli, in metropolitana. Continuando la nostra vita. Quello che vogliono queste bande di terroristi (che con la religione hanno poco a che vedere) è influenzare il nostro modo di vivere, incunearsi nelle nostre abitudini. Che li accolga il muro di gomma composto dalle nostre convinzioni.

Da domani il GAS riprenderà con “La vita secondo Ale”, il ballottaggio per i due Consiglieri agli Stati, la satira, la riflessione, la politica, le rubriche e le sue battaglie. Perché tutto, in un modo o nell’altro, deve sempre continuare.

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