È morto André Glucksmann, filosofo dei diritti umani

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Di

agoradi Jacopo Scarinci

Quando muore un intellettuale ci si sente tutti più soli, in questo mondo con sempre meno guide autorevoli e sempre meno persone in grado di spiegare le dinamiche, le follie, i problemi della nostra società. Quando muore una persona, un maestro come André Glucksmann chi, come me, l’ha tanto letto e tanto studiato, davanti a un foglio bianco da riempire non sa neanche da dove iniziare.

Però ci si prova, e si inizia a pensare alle evoluzioni del suo pensiero, della sua filosofia. Maoista in gioventù e protagonista tra i più barricaderi del Maggio francese, destò scalpore quando nel 1975 pubblicò “La Cuisinière et le Mangeur d’Hommes, réflexions sur l’état, le marxisme et les camps de concentration”, volume che lo portò alla rottura con il marxismo e alla fondazione, assieme a Bernard-Henri Lévy, della corrente dei “nouveaux philosophes”.

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Assieme ai suoi colleghi iniziò a occuparsi sempre più di diritti umani. Ricorderemo sempre le sue forti prese di posizione in favore dei profughi in fuga dal comunistissimo Vietnam, il progressivo abbandono del pacifismo che lo portò a sostenere le azioni militari in Kosovo nel 1999 e, in questi ultimi anni, quelle in Libia e in Siria. In nome dei diritti umani e contro ogni forma di totalitarismo, di qualunque matrice fosse. Riuscì a cantarle pure a Vladimir Putin: nel silenzio assordante dell’Europa, quella di Glucksmann fu una delle poche voci di costante denuncia dei macelli combinati in Cecenia.

Non fu mai banale Glucksmann, e non lo fu nemmeno quando, nel 2007, si beccò gli strali di molti suoi colleghi per aver sostenuto la candidatura di Nicolas Sarkozy: a suo dire non era Destra contro Sinistra, ma nuove idee contro vecchie. Dimostrazione di come il suo pensiero non sia mai stato prigioniero di diktat ideologici, rigido e al servizio di falsi profeti.

Indipendente e originale, al fianco dei più deboli e antitotalitario ha accompagnato il pensiero europeo e francese verso forme che, fino a qualche decennio fa, nessuno avrebbe mai immaginato. Né sperato.

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