Elisabetta Gianella scampata per miracolo a un attentato

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Di

satiradi Hans Müller

È di fronte a notizie come questa che le già fragili mura della democrazia vacillano: da Ticinonews, ultimo baluardo di giornalismo libero in questo Cantone, apprendiamo che la verde Elisabetta Gianella è stata minacciata da un simpatizzante (o, meglio, da un antipatizzante) del suo stesso partito. Il resoconto dell’accaduto, che mette davvero i brividi, è il seguente…

Un uomo è entrato in un caffè (splash) e ha visto Elisabetta Gianella (che nei Verdi milita dal lontano 12 gennaio 2015 e che in questo periodo è giustamente stata eletta a presidente della direzione del Partito, candidata al Gran Consiglio e candidata al Consiglio Nazionale: eh sì, potere della gavetta).  L’uomo (cattivo e brutto-brutto) le ha detto: “Adesso o dimissionate dalle cariche del partito e dal Gran Consiglio oppure noi del Mendrisiotto stiamo già preparando una raccolta di firme per buttarvi tutti fuori all’assemblea”.
Sul posto sono immediatamente intervenute tre pattuglie della Polizia cantonale, un’autolettiga e anche Orlando Del Don (in veste di psichiatra per dare supporto alle vittime).
Le condizioni di Gianella sono giudicate buone, anche se la giovane (che fino al 12 gennaio 2015 faceva parte della Lega dei Ticinesi, movimento d’ispirazione zen che da sempre combatte le derive della politica e i modi aggressivi de “il Mattino della domenica”) è rimasta un po’ turbata dall’accaduto.

#jesuisGianellà

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