Gobbi: fuori gli orsi dalla fossa

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20151112mordasini2di Corrado Mordasini

Norman Gobbi è a capo di un increscioso incidente diplomatico, che rischia di raggelare i rapporti tra Russia e Confederazione Elvetica. I due orsi regalati nel 2009 a Berna per arricchire la fossa della capitale, sarebbero stati licenziati mesi fa.

La Confederazione, infatti, in un regime di tagli aveva rilevato un esubero di plantigradi dell’est europeo nell’apposito luogo rappresentativo della città. In passato, gli irsuti mammiferi avevano avuto diritto, come comparse nella fossa, a un permesso B. Permesso che, però, sarebbe scaduto a maggio, così gli orsi licenziati avrebbero trovato soltanto un impiego al 50% come testimonial di una nota marca di animaletti gommosi.

L’Ufficio della migrazione ha cosi considerato il cambio di datore di lavoro e la ridotta percentuale di impiego come motivi validi per non rinnovare loro il permesso B, imponendogli di lasciare la ditta di caramelle. Putin si sarebbe detto seccato e allibito per il comportamento di Gobbi e delle autorità elvetiche, ma Gobbi avrebbe mostrato i muscoli, come vuole il popolo sovrano forte che lo sostiene per il Consiglio federale. Difendendo la sua decisione, Gobbi ha dichiarato: “Con tutti gli orsi nostrani che ci sono nel Grigioni? Prima i nostri!”

I plantigradi hanno inoltrato ricorso, come anche l’azienda degli animaletti gommosi. In questi ricorsi si sottolinea come il controllo della disoccupazione nei confronti degli orsi sia stato sempre ineccepibile, e come essi rappresentino un punto di riferimento per i loro piccoli amici golosi, che risentirebbero della perdita di due testimonial di sicuro effetto.

Visti però i rigorosi precedenti con cui Gobbi ha gestito altre espulsioni, si dispera di poter rendere felici i bambini mantenendo in Svizzera i due orsi.

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