Guerra civile nei Verdi

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Di

verdidella Redazione

Nasce un’associazione antagonista in seno ai Verdi, i nodi vengono al pettine e, dopo i tafferugli dell’ultima assemblea, come abbiamo riportato nel precedente articolo, si costituisce un fronte anti Savoia.

L’armata Brancaleone raccolta per le elezioni da Savoia, composta da Denti, Gianella, Merlo, Medolago e gli altri membri di “Noi”, si trova di fronte un’opposizione organizzata. Stufi di dover sopportare le deviazioni destrorse e populiste del gruppo direzionale, in maggioranza gestita da gregari di Savoia, la neonata “Orizzonte verde” entra in lizza.

Il 28 novembre ci sarà il comitato per l’elezione del nuovo coordinatore, posto assunto attualmente ad interim da Maggi: sarà un momento cruciale ma anche doloroso, perché chiunque prenda in mano l’attuale movimento si troverà una brutta gatta da pelare, rischiando di passare i due terzi del suo tempo a litigare tra le varie fazioni. Se la più papabile al vertice verde attualmente sembra sia Michela Delcò Petralli, c’è da dire che se sarà eletta si troverà di fronte una direzione composta quasi completamente da gente di Savoia, e sarà dunque azzoppata nelle sue decisioni. Insomma, almeno per adesso non vedere dei vincitori.

Secondo i suoi promotori, “Orizzonte verde”:

“Raggruppa alcune persone che fanno riferimento a quella che potremmo definire “area verde” e che già si riuniscono da tempo”. “Da tempo stiamo discutendo, anche con altri, della possibilità di tornare ad esprimerci e ad agire in forma collettiva, senza i condizionamenti imposti dalla triste situazione in cui il partito si è venuto a trovare.”

In evidente riferimento al clima degradato che si è creato negli ultimi anni. E, senza peli sulla lingua, rincarano la dose:

“Negli ultimi due anni i Verdi del Ticino – è stato evidenziato – hanno messo in atto, orientati dal loro coordinatore, una vistosa trasformazione politica che ha toccato le priorità tematiche, le forme del discorso, la dimensione organizzativa. Sul piano delle priorità c’è stata un’insistenza quasi esclusiva sul tema del lavoro e una progressiva messa ai margini della questione ambientale. I toni del discorso sono diventati sempre più apertamente populistici e a tratti aggressivi. Nel contempo si è assistito all’affermarsi di forme organizzative sempre più verticali e soffocanti, nonostante le sbandierate intenzioni di superare la forma-partito per ritrovare dinamiche movimentiste. È un errore rinunciare per tattica elettorale alla centralità dello sguardo ecologico, patrimonio specifico dei Verdi. Del resto in Ticino le problematiche ambientali che necessitano urgentemente di un approccio politico alternativo a quello dei partiti dominanti sono numerose.”

La creazione di “Orizzonte verde” a quanto pare era già nell’aria da tempo, i promotori riferiscono:

“Benché nato da una comune preoccupazione per l’involuzione dei Verdi del Ticino, questo gruppo non vuole porsi come una corrente di quel partito, ma come una comunità critica che ne sta al di fuori e può riunire persone tuttora attive nei Verdi, persone che lo sono state, persone che non hanno mai avuto nulla a che fare con i verdi istituzionalizzati.” “Ad accomunarle sarà il desiderio di riprendere un cammino che il gruppo dirigente dei Verdi del Ticino, nella sua ricerca di visibilità immediata e di successo elettorale, ha abbandonato, trascurato o anche stravolto.”

Il 4 novembre, alla darsena del Ciani, il gruppo si presenterà e il 7 novembre si riunirà in un momento conviviale alla Casa del Pescatore di Pro Natura sul lago di Muzzano a partire dalle 13:30.

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